Plasma, dall’Ufficio di presidenza il sì alla commissione d’inchiesta. Domani la delibera, poi il voto in aula. Ma il centrodestra è spaccato

ANCONA Il primo passaggio – tecnico – è stato espletato. L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha verificato la presenza di tutti i requisiti di ammissibilità della richiesta di una commissione d’inchiesta sul plasmagate, avanzata dalle opposizioni. Mercoledì il presidente dell’assemblea legislativa Gianluca Pasqui ha inviato a tutti i capigruppo una comunicazione per chiedere di scegliere i membri che andranno a comporla. Il termine ultimo per presentare i nomi è scaduto ieri: la minoranza si è fatta trovare pronta; la maggioranza non ha invece ancora risposto alla missiva.
Già, perché un conto è l’aspetto tecnico, un conto quello politico. Ricapitoliamo: i gruppi di opposizione, nell’avanzare la richiesta, si sono presentati forti delle 11 firme necessarie (un terzo dei componenti dell’aula) e il tema in questione – quello delle sacche di plasma gettate via nell’Officina trasfusionale di Torrette a inizio marzo – è di quelli adatti ad una commissione d’inchiesta. Il segretario generale del Consiglio Antonio Russi ha dunque evidenziato come il via libera fosse quasi un obbligo.
Di qui, la comunicazione di Pasqui, in cui viene anche stabilito che i commissari saranno 13 in totale: otto di maggioranza e cinque di opposizione. Questi ultimi già decisi: Vitri e Mastrovincenzo per il Pd ed i capigruppo Ruggeri (M5S), Nobili (Avs) e Caporossi (Progetto Marche). Per domani è attesa la delibera dell’Ufficio di presidenza per il via libera definitivo alla Commissione. Delibera che poi dovrà approdare nell’aula di Palazzo Leopardi per essere approvata o bocciata.
I dubbi
Fin qui, gli step tecnici.
Poi c’è l’aspetto politico, che non è secondario. Nella capigruppo che si riunisce oggi prima dei lavori d’aula, si dovranno decidere i nomi dei membri della commissione. Tutti, pure quelli del centrodestra ancora nel limbo. Un ritardo non casuale: nella maggioranza non c’è unanimità.
La giunta ha già detto che non ritiene necessaria questa Commissione d’inchiesta perché ne ha già istituita una propria di tecnici. Ma c’è anche chi vede in un «no» alle opposizioni, un boomerang: «Non abbiamo niente da nascondere», il leitmotiv di chi, nel centrodestra, propende per il sì. Una frattura che andrà ricomposta in fretta, nel caso la delibera arrivasse davvero in aula. Intanto, ieri si è aggiunta un’altra puntata: la Fp Cgil di Ancona ha parlato di gravi criticità sull’organizzazione dei turni del personale e sulla condizione di un macchinario «fuori uso dal 30 marzo».
Allarme a cui ha replicato l’ospedale di Torrette: «Non emergono, allo stato, problematiche strutturali né sul piano del personale tecnico né su quello delle apparecchiature».




