Società

Più raccordo tra scuola e imprese: nuove metodologie didattiche STEM, più tempo pieno e percorsi di studio. Il piano del Ministero entro il 2028

Rafforzare il collegamento tra scuola e mondo del lavoro è uno degli obiettivi strategici del Ministero dell’Istruzione e del Merito per il triennio 2026-2028. È quanto emerge dal Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), il documento con cui il dicastero definisce le priorità dell’azione amministrativa, indicando tra le linee di intervento il consolidamento delle riforme avviate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza e una maggiore integrazione tra istruzione, competenze e sistema produttivo.

Il Ministero sottolinea che il 2026 rappresenterà un anno di passaggio: conclusa la fase di attuazione delle principali riforme del PNRR, si aprirà quella del consolidamento. Tra gli interventi richiamati figura la riforma dell’istruzione tecnica e professionale, indicata come uno degli strumenti per rendere il sistema scolastico più aderente alle esigenze del Paese e del mercato del lavoro. Secondo il documento, la scuola dovrà essere sempre più in grado di rispondere «alle aspettative della società nel suo complesso, del mondo del lavoro e delle imprese», affrontando al tempo stesso le trasformazioni tecnologiche, a partire dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale.

Le competenze come leva per la crescita

Il PIAO richiama anche il quadro europeo, evidenziando come istruzione e formazione siano considerate fattori decisivi per la competitività economica e la coesione sociale. Viene citata la strategia “Union of Skills” lanciata dalla Commissione europea, che punta a sostenere gli investimenti nelle competenze e nell’apprendimento permanente, ribadendo che istruzione e formazione rappresentano un investimento per lo sviluppo economico e sociale.

Nelle raccomandazioni rivolte all’Italia nell’ambito del Semestre europeo, la Commissione invita inoltre a rafforzare le competenze di base degli studenti, sostenere le scuole più fragili, ampliare il tempo pieno, promuovere metodologie didattiche innovative nelle discipline STEM e sviluppare ulteriormente i percorsi di istruzione e formazione professionale post-secondaria e la formazione sul lavoro nei comparti con maggiore domanda di personale qualificato.

Orientamento e occupazione

Il documento collega direttamente il miglioramento dell’offerta formativa alla crescita dell’occupazione e alla riduzione dei divari di competenze. Il Ministero richiama i dati più recenti che mostrano un aumento del livello di istruzione della popolazione, una diminuzione dei giovani che non studiano e non lavorano (NEET) e una crescita del tasso di occupazione sia tra i diplomati sia tra i laureati, elementi che vengono indicati come segnali di un’evoluzione positiva del sistema, pur in presenza di criticità ancora aperte.


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