Sardegna

Pienone per D’Alema e Recalcati: sold out l’anteprima del Festival letterario dell’archeologia

Cabras

Al Nuovo Parco del Museo Civico una serata tra politica, musica ed educazione. Oggi interessante serata  con le ultime scoperte stroiche nel Sinis 

Oltre cinquecento persone hanno gremito ieri sera il nuovo parco del museo civico Giovanni Marongiu di Cabras per l’anteprima della quinta edizione del Festival Letterario dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama. Un vero e proprio sold out per una serata che ha condotto il pubblico dalle grandi trasformazioni della politica italiana e internazionale alle sfide dell’educazione e della genitorialità contemporanea, attraverso gli interventi di Massimo D’Alema e Massimo Recalcati e le atmosfere musicali di Terre del ritorno.

Due incontri molto diversi, uniti dalla volontà di leggere le inquietudini del presente e di individuare nuove prospettive per il futuro. Da una parte la crisi delle democrazie, il ruolo dell’Europa e la necessità di ricostruire un progetto politico capace di tenere insieme sviluppo, lavoro e coesione sociale; dall’altra la responsabilità degli adulti, il rapporto tra desiderio e vocazione e il compito della scuola nel riconoscere e coltivare il talento delle nuove generazioni.

La serata si è aperta con “La politica dopo la politica: dalla Prima Repubblica alla crisi delle democrazie”, un lungo dialogo tra Massimo D’Alema, il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e la giornalista Virginia Saba.

D’Alema ha ripercorso alcuni passaggi significativi della propria vicenda personale e politica, a partire dall’infanzia e dagli anni della formazione, soffermandosi poi sul rapporto con Enrico Berlinguer, sulla Primavera di Praga, sulla crisi del comunismo sovietico e sulla fine della Guerra fredda, fino alle trasformazioni che hanno segnato la politica italiana negli ultimi decenni.

Numerosi gli aneddoti dedicati ai protagonisti della Prima Repubblica. Tra questi, quello sul rapporto con Francesco Cossiga, nato da scontri politici durissimi e trasformato, negli ultimi anni della vita dell’ex presidente della Repubblica, in una sincera amicizia. «Con Cossiga ho avuto scontri terribili. Negli ultimi anni diventammo amici. Era un uomo amabile, incredibile e dotato di una straordinaria ironia», ha ricordato D’Alema. Nel racconto anche il singolare regalo ricevuto durante una visita a casa: un coltello di Pattada, accompagnato da una delle provocatorie e imprevedibili spiegazioni che caratterizzavano l’ironia del presidente emerito.

Dal racconto personale, il confronto si è progressivamente spostato sulle grandi questioni internazionali e sul futuro dell’Europa. Secondo D’Alema, il nuovo scenario globale impone ai Paesi europei di superare divisioni e debolezze: «Oggi le grandi potenze si siedono al tavolo e chi non ha abbastanza forza rischia di finire nel menù. Per stare al tavolo e non nel menù, l’Europa deve essere unita».

L’ex presidente del Consiglio ha quindi indicato tre grandi terreni sui quali ricostruire un progetto politico per il Paese: un’Europa unita e capace di essere una potenza di pace; un nuovo patto tra impresa e lavoro per rimettere in cammino l’Italia; uno Stato in grado di prendersi cura concretamente dei cittadini.

Tre sfide che, nella sua riflessione, richiedono una politica capace di abbandonare divisioni e rancori, recuperando la responsabilità di costruire alleanze e risposte credibili davanti alle disuguaglianze, alle crisi internazionali e alle nuove fragilità sociali.

Tra i due incontri, il palco ha ospitato “Terre del ritorno”, progetto musicale guidato dalla voce di Ambra Pintore, con Roberto Scala al basso e alla fisarmonica, Diego Milia al violino e al sax, Massimo Satta alle chitarre e Antonio Pisano alla batteria.

Un viaggio musicale multilingue tra memoria, appartenenza e contemporaneità, capace di accompagnare il pubblico attraverso sonorità mediterranee e nuovi arrangiamenti, in dialogo con i temi dell’identità, del viaggio e del ritorno.

A chiudere la serata è stato Massimo Recalcati con l’incontro “La genitorialità nel tempo dell’incertezza”. Prima di salire sul palco, lo psicoanalista e saggista ha visitato il Museo Civico, dichiarandosi «abbagliato dalla bellezza delle statue di Mont’e Prama».

Il suo intervento ha preso le mosse da una constatazione: «Il mestiere del genitore è il mestiere più difficile. I genitori migliori non sono quelli che si propongono come modelli perfetti, ma quelli consapevoli di poter sbagliare e di dover spesso procedere “navigando a vista”. Educare significa “trasmettere il fuoco”: aiutare i figli a riconoscere il proprio desiderio e a trasformarlo in una vocazione sostenuta da impegno, costanza e responsabilità».

Recalcati ha poi indicato due riforme della scuola realizzabili a costo zero. La prima riguarda la valutazione, che non può ridursi alla media dei voti o a un automatismo, ma deve considerare il percorso, l’applicazione e la crescita dello studente. La seconda consiste nel riconoscere e coltivare le attitudini individuali, consentendo a ciascuno di sviluppare pienamente il proprio talento.

Il compito di genitori e insegnanti, ha concluso, non è governare ogni scelta dei più giovani, ma offrire una testimonianza, seminare anche quando i risultati non sono ancora visibili e continuare ad avere fiducia in loro.

Questa sera la terza giornata del Festival Internazionale dell’Archeologia

Il programma de L’Estate di Mont’e Prama prosegue questa sera, sabato 27 giugno, alle ore 20:30, nel Nuovo Parco del Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, con la terza giornata della quinta edizione del Festival Internazionale dell’Archeologia.

La serata, presentata e condotta da Ambra Pintore, si aprirà con “Dioniso. Il Dio dei Misteri”, un viaggio tra mito, culto, teatro e immaginario antico. Protagonista sarà Cristoforo Gorno, scrittore, autore e conduttore televisivo, che dialogherà con Giorgio Ieranò, professore dell’Università di Trento, saggista e traduttore teatrale, e con Laura Larcan, giornalista de Il Messaggero.

Dalla mitologia il programma si sposterà quindi sul territorio con la sessione dedicata alle ricerche archeologiche nel Sinis di Cabras.

Il primo approfondimento riguarderà “La prospezione archeologica e geofisica nella Laguna di Cabras. Nuove acquisizioni”, con Pier Giorgio Spanu, professore del Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari; Rita Auriemma, professoressa del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento; Maria Mureddu, archeologa della Fondazione Mont’e Prama e direttrice scientifica del progetto di ricerca; Paolo Emanuele Orrù, professore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Cagliari; e Filiberto Chiabrando, professore del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.

Le indagini archeologiche e geofisiche permetteranno di presentare le nuove acquisizioni emerse dallo studio della laguna, un ambiente che nel corso dei secoli ha avuto un ruolo centrale nella storia, nelle relazioni e nelle attività delle comunità del Sinis.

Seguirà “Lo scavo archeologico al Nuraghe Cannevadosu”, con l’archeologo ed epigrafista Raimondo Zucca, già professore dell’Università degli Studi di Sassari; Maura Vargiu, archeologa e funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna; e Nicoletta Camedda, archeologa della Fondazione Mont’e Prama e direttrice dello scavo.

La serata scientifica si concluderà con “L’ipogeo di San Salvatore si racconta”, incontro affidato a Paola Derudas, archeologa dell’Università di Lund, e a Nicoletta Camedda, archeologa della Fondazione Mont’e Prama e curatrice dell’Ipogeo di San Salvatore.

L’introduzione e gli intervalli musicali saranno curati dal Federica Urracci Trio, con Federica Urracci alla voce, Alessio Sanna alle tastiere e Guglielmo Moro alle percussioni. Il trio proporrà un viaggio tra canzone d’autore, atmosfere soul e arrangiamenti eleganti.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Sabato, 27 giugno 2026

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