Perugia, un nuovo patto educativo per coinvolgere scuola, territori e istituzioni

Un nuovo patto educativo per coinvolgere scuola, territori e istituzioni.
La Giunta comunale di Perugia ha dato il via libera al percorso finalizzato alla definizione e alla sottoscrizione di un nuovo patto educativo di comunità con l’Istituto comprensivo Perugia 13-Valfabbrica, accogliendo la proposta avanzata dalla scuola e dando indirizzo per l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale e territoriale.
Il nuovo patto si inserisce nel percorso avviato dal Comune per rafforzare la collaborazione tra istituzioni scolastiche, famiglie, servizi pubblici e realtà educative, sociali, culturali e associative del territorio. Una strategia che vede già attivi altri due patti educativi di comunità con l’Istituto comprensivo Perugia 8 di Ferro di Cavallo e con l’Istituto comprensivo Perugia 14 di Ponte Felcino e che punta a costruire progressivamente una rete educativa sempre più diffusa e radicata nei diversi quartieri.
Alla base del nuovo patto ci sarà la co-progettazione di interventi integrati, con tre obiettivi prioritari: ampliare l’offerta formativa e il tempo scuola; promuovere il benessere psicofisico dei minori e delle famiglie; costruire una rete solidale e attiva di welfare comunitario.
Il percorso nasce dalla consapevolezza che le trasformazioni sociali e culturali e le nuove fragilità richiedano risposte condivise e strutturate. Il patto educativo diventa così uno strumento attraverso il quale mettere in relazione le risorse della comunità, valorizzare il ruolo della scuola come presidio educativo e sociale e contribuire a contrastare povertà educativa, dispersione scolastica ed esclusione sociale.
Particolare attenzione sarà rivolta all’inclusione dei minori in condizioni di fragilità, al sostegno alla genitorialità, all’integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche e alla valorizzazione degli spazi, delle competenze professionali e delle esperienze educative, culturali, sociali e associative già presenti sul territorio.
La giunta ha quindi espresso indirizzo favorevole all’apertura del tavolo che dovrà definire in maniera condivisa obiettivi, azioni, responsabilità dei soggetti aderenti, modalità di attuazione e strumenti di monitoraggio dei risultati. Il percorso sarà coordinato dalla U.O. Servizi Educativi e Scolastici e coinvolgerà le altre strutture comunali interessate e i soggetti territoriali che potranno contribuire alla costruzione del patto.
Considerata la dislocazione dei plessi dell’Istituto comprensivo Perugia 13-Valfabbrica, presenti in parte nel territorio comunale di Perugia e in parte in quello di Valfabbrica, nel percorso potrà essere coinvolto anche il Comune di Valfabbrica. L’atto approvato dalla giunta ha natura di indirizzo politico-amministrativo e, in questa fase, non determina impegni di spesa a carico del Comune.
“Con questo nuovo patto proseguiamo un percorso che considera la scuola parte integrante della comunità e non un luogo separato dal territorio. Le esperienze già attive con gli Istituti comprensivi Perugia 8 di Ferro di Cavallo e Perugia 14 di Ponte Felcino ci indicano una modalità di lavoro che vogliamo rafforzare e progressivamente diffondere. La co-progettazione permette di mettere intorno allo stesso tavolo scuola, Comune, famiglie, servizi e realtà del territorio e di partire dai bisogni concreti delle singole comunità. Con l’Istituto Perugia 13-Valfabbrica lavoreremo su tre obiettivi molto chiari: ampliare l’offerta formativa e il tempo scuola, promuovere il benessere psicofisico dei minori e delle famiglie e costruire una rete solidale e attiva di welfare comunitario. Significa riconoscere la scuola come un presidio educativo aperto, capace di costruire relazioni, generare opportunità e coinvolgere un’intera comunità nella crescita di bambine, bambini, ragazze e ragazzi” spiega l’assessora Tizi.
Per l’assessora Spera: “Il patto educativo rappresenta uno strumento importante anche per le politiche sociali perché consente di lavorare sulla prevenzione e sulla prossimità, mettendo in relazione soggetti che, da punti di osservazione differenti, accompagnano quotidianamente i minori e le loro famiglie. Costruire una rete solidale e attiva di welfare comunitario significa aumentare la nostra capacità di intercettare precocemente bisogni e situazioni di fragilità, prima che possano trasformarsi in condizioni di marginalità o esclusione. In questo processo la scuola rappresenta un presidio fondamentale, ma deve poter dialogare in maniera strutturata con i servizi sociali, le famiglie, le associazioni e le altre risorse della comunità.
La co-progettazione ci permette di superare una logica fatta di interventi separati e di costruire invece risposte integrate, prestando particolare attenzione al sostegno alla genitorialità e ai minori che vivono condizioni di maggiore fragilità. Contrastare la povertà educativa significa garantire che le condizioni sociali e familiari di partenza non limitino le opportunità di crescita, partecipazione e futuro delle nuove generazioni”.
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