Umbria

Perugia, raccolta firme e sit-in per salvaguardare gli alberi in città


Gli alberi rappresentano, da sempre, un valido strumento di contrasto al caldo estremo delle città: ombreggiano le strade infuocate, riparano dai raggi solari diretti e consentono anche ai centri più densamente urbanizzati di continuare a “respirare”.

Ecco perché spesso la scelta di procedere al taglio e all’abbattimento di alberature, soprattutto nei centri urbani, viene fortemente contestata dai cittadini, nonostante le scelte siano per la maggior parte dei casi dettate dalla necessità di intervenire su piante ammalorate per salvaguardare, così, l’incolumità delle persone.

In queste settimane sta facendo discutere la scelta di abbattere alcuni alberi presenti su Largo Madonna Alta a Perugia. Tramite un’ordinanza specifica il Comune ha disposto, dal 17 al 21 agosto, modifiche alla circolazione su Largo Madonna Alta e via Cotani per consentire proprio gli interventi che verranno eseguiti da Afor. Cittadini e residenti, appresa la notizia, hanno deciso di intervenire pacificamente organizzando un sit-in contro il taglio degli alberi: lunedì 17 agosto, alle ore 6.00, partirà il presidio a Madonna Alta con sit-in dalle ore 8.00 in poi. La scelta è stata dettata dalla volontà di dire “No all’abbattimento di 14 pini domestici di Largo Madonna Alta/via Cotani e ai futuri abbattimenti programmati in via Magnini” si legge nell’evento pubblicato su Facebook dal Comitato Ginkgo Biloba Perugia.

Oltre al sit-in pacifico in programma lunedì 17, è stata organizzata anche una raccolta firme proprio per “Salvare i pini domestici di via Magno Magnini e Largo Madonna Alta”. Ad oggi, sono state raccolte oltre mille forme. “A Madonna Alta, una zona amata della nostra città, sta per avvenire un’azione che ci preoccupa profondamente: l’abbattimento di 50 pini domestici su un’area di appena 500 metri, per rifare marciapiedi e asfalto. Questo non è una questione di interessi personali, ma di protezione del nostro ambiente e della nostra comunità” si legge sulla pagina dedicata alla raccolta firme aperta qualche settimana fa sulla piattaforma change.org.

“Vogliamo ricordare a tutti l’importanza straordinaria di questi alberi soprattutto per le scuole dell’infanzia e primarie adiacenti. Sono un’oasi per i nostri bambini, un elemento essenziale capace di ridurre l’impatto delle isole di calore, migliorare la qualità dell’aria ossigenandola e catturando le polveri sottili, diminuire l’inquinamento acustico e offrire un ambiente più sereno grazie al verde delle loro chiome. Questi benefici non si limitano ai più giovani, ma migliorano la qualità della vita di tutti i residenti della zona” prosegue il testo.

“Siamo consapevoli e apprezziamo il lavoro dell’amministrazione volto a migliorare le nostre infrastrutture stradali, ma ci opponiamo fermamente agli abbattimenti avventati. Chiediamo, dunque, alla nostra amministrazione di adottare soluzioni più innovative e sostenibili, che possano salvaguardare sia i pini che le nuove strutture urbane. Esistono tecniche avanzate che permettono di integrare la natura con lo sviluppo urbano, preservando così la nostra preziosa eredità ambientale. Questo abbattimento non è ancora giustificato da una perizia tecnica accurata che ne dimostri un reale pericolo per la pubblica incolumità. Insistiamo che prima di intraprendere azioni irreversibili, sia svolta un’analisi tecnica approfondita. Solo così, possiamo rassicurare la cittadinanza che ogni rischio è stato valutato con la massima cura e responsabilità”.

L’invito è esteso a tutta la cittadinanza: “Invitiamo quindi ogni cittadino, ogni famiglia che ama il verde della nostra città e che si preoccupa per il benessere delle future generazioni, a firmare questa petizione. Una firma per chiedere di proteggere i pini e, con essi, la nostra comunità e il nostro ambiente. Facciamo sentire la nostra voce, mostriamo che lo sviluppo può andare di pari passo con la sostenibilità ambientale. Firmate per un futuro migliore a Madonna Alta”.

Come scrive Alvaro Lanfaloni, promotore della raccolta firme e amministratore del gruppo Facebook Gruppo Ginkgo Perugia, “Via Magno Magnini e tutta Madonna Alta sono a rischio calore” questo “In base al progetto Grace (Green foR climAte resilienCE), finanziato nell’ambito del PNRR, nato per identificare con precisione microscopica le aree urbane più vulnerabili alle ondate di calore a Perugia e Bologna. L’analisi incrocia dati satellitari sull’effetto Isola di Calore Urbana (UHI) con indicatori socio-demografici, mappando il rischio quartiere per quartiere”. Rispetto proprio alle due zone del capoluogo, Lanfaloni spiega che: “Lo studio condotto dall’unità di ricerca dell’Università di Perugia guidata dalla Prof.ssa Maria Elena Menconi, ha evidenziato elevate criticità termiche soprattutto nelle aree a forte densità edilizia e commerciale” tra cui, appunto, “Madonna Alta e via Magno Magnini: aree a rischio medio-alto / alto a causa della massiccia cementificazione e dell’asfalto stradale. Questo quartiere è diventato il simbolo della discussione cittadina sulle strategie di adattamento”.

Fra le altre zone “a rischio” anche Fontivegge, San Sisto e Ponte San Giovanni. Ciò che viene contestato è proprio la scelta di procedere all’abbattimento degli alberi, perché “Le proposte derivate dal Progetto Grace mirano a trasformare l’ecosistema urbano per abbassare le temperature percepite fino a 2-3°C nelle giornate più calde” e “Le soluzioni principali includono la salvaguardia del patrimonio arboreo esistente, l’istituzione di rifugi climatici, la depavimentazione, la forestazione urbana e infrastrutture verdi”.


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