Jova Summer Party annullato: proseguono le reazioni
Si susseguono le reazioni all’annullamento dell’evento Jova Summer Party 2026, previsto nell’area della ex Cartiera per il 17 agosto ma disdetto ieri a seguito del parere negativo degli enti preposti al controllo dell’idoneità del luogo.
“Dopo aver appreso che il concerto è saltato, ho aspettato la risposta dell’amministrazione. Il sindaco davanti al danno d’immagine ed economico, ha scelto la linea della vittima istituzionale e del rimpallo
delle colpe. Dall’annuncio del concerto di Jovanotti nel complesso ex cartiera avevamo monitorato l’evoluzione. Dire che non si sapeva della potenziale contaminazione di quel sito industriale dismesso significa mentire sapendo di mentire. La nostra amministrazione ha fallito ancora una volta in quanto la location era stata scelta a novembre 2025, c’erano ben nove mesi di tempo per analizzare ogni centimetro di terreno.
Come ha potuto l’amministrazione concedere il via libera a un evento di caratura nazionale nell’ex cartiera, un’area industriale dismessa da decenni, senza pretendere carotaggi e documentazioni che riguardano l’area? Lo stato del terreno della cartiera si conosce da anni, nel febbraio 2017 furono abbattuti 646 alberi di ulivo proprio nell’area dove doveva sorgere il concerto inoltre furono fatti rilievi al terreno dove era stato trovato amianto, nell’occasione i proprietari ebbero una multa di 32.000 €. A pagare il prezzo più alto di questo pasticcio burocratico sono i fan e il territorio. Migliaia di spettatori avevano già acquistato i biglietti, prenotato alberghi, treni e voli per raggiungere Barletta nel pieno della settimana di Ferragosto. Le ripercussioni economiche sulle strutture ricettive locali sono immediate e pesanti. Ci sarà qualcuno che risarcirà i danni?” Lo dichiara Luigi Dicataldo, Segretario Provincia BAT Europa Verde – AVS e Portavoce cittadino Barletta Europa Verde – AVS.
“L’annullamento del Jova Summer Party di Barletta rappresenta un colpo durissimo per l’intera città e per tutto il sistema economico che da mesi si era preparato ad accogliere migliaia di persone. Come Barletta Ricettiva partiamo da un principio che non può essere messo in discussione: salute e sicurezza vengono prima di qualsiasi concerto e di qualsiasi interesse economico.
Proprio per questo, però, riteniamo necessario fare piena chiarezza su quanto accaduto, sui controlli effettuati, sulla loro tempistica e sulle circostanze che hanno portato, a pochi giorni dall’evento, alla
decisione di non utilizzare l’area. Non spetta a noi individuare responsabilità e non intendiamo anticipare conclusioni che competono alle autorità e agli organismi preposti. Ma abbiamo il diritto di chiedere risposte, perché le conseguenze di questa vicenda stanno ricadendo concretamente su un’intera economia cittadina. In queste ore strutture ricettive, ristoratori, commercianti, fornitori,
lavoratori e numerose altre attività stanno subendo cancellazioni e mancati incassi. Dietro una camera disdetta, un tavolo cancellato o un servizio che non verrà più effettuato ci sono imprese, famiglie e
persone che lavorano.
E fa male, molto male, vedere contemporaneamente nascere tifoserie, esultanze e campagne elettorali. A chi produce economia e lavora ogni giorno per questa città interessa ben poco sapere chi possa trasformare questa vicenda in una vittoria politica o utilizzarla contro qualcun altro. Qui non ha vinto nessuno. Ha perso Barletta. Quando si muove una macchina organizzativa di queste dimensioni ne beneficia un intero territorio. Quando quella macchina si ferma improvvisamente, allo stesso modo, il danno non riguarda soltanto l’organizzatore: arriva direttamente alle nostre attività.
Per questo Barletta Ricettiva intende adesso fare una cosa molto concreta: raccogliere e documentare le ripercussioni economiche subite dalle strutture associate, dalle cancellazioni direttamente
riconducibili all’annullamento dell’evento alle spese eventualmente sostenute in previsione di quelle giornate. Non vogliamo fare processi sui social né individuare colpevoli prima che siano chiariti i fatti. Ma allo stesso modo non siamo disponibili a far finta che questo danno non esista. Una volta ricostruito un quadro preciso e documentato, Barletta Ricettiva valuterà, insieme ai propri associati e ai professionisti competenti, ogni iniziativa utile e opportuna per tutelare gli operatori che dimostreranno di aver subito un danno. Perché chi ha lavorato, investito e programmato sulla base di un grande evento annunciato per la città non può essere semplicemente lasciato solo a contarne le conseguenze.
Chiediamo quindi trasparenza, chiarezza e rispetto. Rispetto per chi aveva scelto Barletta. Rispetto per chi ha investito. Rispetto per chi oggi sta perdendo prenotazioni e lavoro. Rispetto per chi, lontano dalle tifoserie e dalle campagne elettorali, ogni giorno cerca di creare economia e far crescere questa città. Prima accertiamo i fatti. Poi quantifichiamo i danni. E infine, nelle sedi opportune, tuteleremo chi questo danno lo ha realmente subito. Perché su una cosa non possono esserci colori politici: quando perde Barletta, perdiamo tutti”. Così l’associazione di categoria Barletta Ricettiva.
“Jovanotti canta una delle sue hit più famose “Mi fido di te”, ma sicuramente non può dedicarla alla nostra Amministrazione, al nostro Sindaco e a chi doveva intervenire e vigilare a tempo debito. Salta il concerto evento più strombazzato dell’anno, biglietti venduti in largo anticipo, strutture ricettive impegnate da tempo, biglietti treno e via discorrendo, un danno concreto e di immagine per la nostra Barletta non indifferente. E sicuramente non si può tralasciare di sottolineare la scelta avventata di un luogo come l’ex Cartiera che non corrisponde a un giardino di fiori, salubre e fruibile se non dopo varie azioni a cui la nostra amministrazione avrebbe dovuto pensare a tempo debito con sguardo lungimirante e serio.
La superficialità l’ha fatta da padrona poiché non ci si può svegliare all’ ultimo minuto e chiedere verifiche di un luogo, soprattutto quando a gran voce in tanti chiedevano da tempo di trovare una soluzione o almeno di affrontarla. Probabilmente qualcuno credeva di essere la Fata Smemorina che con la sua bacchetta magica sarebbe stato in grado di trasformare l’ex Cartiera nell’ Eden. Ancora una volta spiace che una città come Barletta, conosciuta per le sue bellezze artistiche, per un Campione che tanto lustro le ha donato, ora si trovi a subire critiche negative e non lusinghiere considerazioni di quei 33.000 che già avevano pregustato un concerto in città. I barlettani non meritano tutto questo, Sindaco e amministrazione comunale certamente sì”, commenta Nunzia Stella Dell’Aere – presidente Italia Viva Barletta.
“Non è stato annullato soltanto un concerto. A pochi giorni dall’evento Barletta perde una straordinaria occasione economica e turistica e a pagarne il prezzo saranno soprattutto commercianti, ristoratori, albergatori, imprenditori e tutto l’indotto che da mesi si preparava ad accogliere decine di migliaia di persone.La sicurezza e la salute pubblica vengono prima di tutto, sia chiaro. Proprio per questo trovo assurdo essere arrivati praticamente alla vigilia del Jova Summer Party per scoprire che il sito scelto non era idoneo. Eppure i dubbi sull’ex Cartiera erano noti. Mi chiedo soprattutto chi abbia pensato al danno per le attività che avevano investito, assunto personale, acquistato merci o raccolto prenotazioni. Non perdiamo soltanto una serata di musica: perdiamo fatturato, turismo, promozione e credibilità. Se poi dovesse concretizzarsi l’ipotesi di recuperare l’evento a Bari a settembre, sarebbe la beffa dopo il danno: Barletta perderebbe un appuntamento atteso per mesi e un’altra città ne raccoglierebbe i benefici.
E permettetemi una considerazione anche sul Canale H. Nei mesi scorsi, di fronte agli allarmi sull’inquinamento delle acque, abbiamo assistito persino a chi ha scelto simbolicamente di fare il bagno per tranquillizzare i cittadini e ridimensionare le preoccupazioni. A questo punto ci aspettiamo coerenza fino in fondo: magari, dopo il bagno, all’assessore ai grandi eventi toccherà organizzare anche un bel pranzo di Ferragosto tra i detriti dell’amianto dell’ex Cartiera. Sono curioso di ascoltare cosa verrà comunicato nella conferenza stampa annunciata per domani, sempre che si tenga. Temo, però, il solito scaricabarile nel quale questa amministrazione è ormai diventata maestra”, dichiara Massimo Mazzarisi (Con).
“Concerto annullato? Ripartiamo dalla città. L’ annullamento del concerto di Jovanotti, al di là di tutte le considerazioni sulle inefficienze con tratti dilettantistici dell’ amministrazione comunale con le conseguenti ricadute che si possono immaginare, ha posto finalmente il tema della riqualificazione urbana, da sempre sottolineato negli dal sottoscritto.
Viviamo in una città dove l’edilizia selvaggia l’ ha fatta sempre da padrona, dove spesso ruoli di governo e interessi privati hanno vissuto in una commistione invadente e nausente. Costruire costruire costruire, la direzione di marcia che tanta politica si è data negli anni, specie negli ultimi. Il resto è venuto tutto in secondo piano, come l’ assenza di spazi sociali per giovani e anziani necessari per ‘ricreare comunita’, assenza di politiche per l’ occupazione in una città che perde abitanti, soprattutto giovani, che si trasferiscono per lavoro, assenza di politiche ambientali, vedi la questione San Procopio e Buzzi Unicem. A tutto questo si unisce anche l’assenza di un’idea che doni alla citta’ gli spazi della ex Cartiera. Occorreva un concerto annullato per cominciare a parlare di questo ultimo tema? Rimango allibito a pensarci. Partiamo da un’idea di base, ossia dalla necessita’ di bonifica dell’ area per trasformarla in un grande polmone verde.
Questa è sicuramente una necessità in una città che ha pochissimi spazi verdi. Ma non solo. Uno spazio verde che si doti di strutture per bambini, giovani e anziani. Cannito e i partiti della destra al governo della citta’ hanno fallito in tutti quei temi citati. E di certo non basta un concertone, peraltro saltato, a far scordare le difficolta’ in cui vive la nostra città. Un’ altra città è possibile, quella dalla parte della gente e non più dei potenti”. Così Michele Rizzi, Segretario provinciale Si/Avs.
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