Terremoto Indonesia magnitudo 7.7: 40 morti e 50 feriti
Poco prima delle 6 di questa mattina (circa mezzanotte in Italia), 15 agosto, un terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito l’isola di Flores, nella parte orientale dell’Indonesia. A migliaia di chilometri di distanza, dodici ore più tardi, un secondo forte terremoto di magnitudo 6,9 è stato registrato sull’isola di Sumatra, nei pressi di Pematangsiantar. Secondo l’Agenzia nazionale indonesiana per la gestione delle emergenze (Bnpb), almeno 47 persone sono morte e altre 50 sono rimaste ferite. Il bilancio, tuttavia, potrebbe aggravarsi con il proseguire delle operazioni di soccorso. Le prossime ore sono quelle che preoccupano di più tra la ricerca dei sopravvissuti e i turisti che cercano di andare via.
“I cittadini italiani presenti in Indonesia – spiega la Farnesina – sono circa 5.000. Tra questi circa 500 si trovano nell’isola di Flores, l’area maggiormente colpita dal sisma. L’ambasciata e l’Unità di Crisi sono impegnate nelle verifiche sulla situazione dei connazionali presenti nell’area. Al momento, non risultano cittadini italiani tra le vittime”. L’imprenditore Francesco Geminiani si trovava insieme ad altri 12 turisti bolognesi a Flores: “Eravamo in barca nell’arcipelago di Komodo e stamattina alle 4 e c’è stato questo terremoto. Alle 5.30 le guide che erano con noi ci hanno avvertito dell’allerta Tsunami, che era stata appena diramata. A quel punto abbiamo raggiunto la riva nel villaggio più vicino e da lì abbiamo preso un mezzo che ci ha portato poi più in alto e subito dopo in aeroporto”. Ora Geminiani si trova in albergo a Labuan Bajo, a ovest: “Ce lo ha consigliato l’ambasciata italiana”. “Gli aerei per l’Italia sono tutti pieni, ma ne abbiamo trovato uno che domani alle 18 ci porta a Bali dove la situazione è più tranquilla”. “Stanotte la passeremo in allerta a monitorare la situazione” ha concluso.
Secondo la Bnpb, diverse persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie e le ricerche sono complicate dalle frane che hanno bloccato le strade: la priorità al momento è trovare i dispersi. Al momento almeno 160 case, decine di strutture scolastiche e sanitarie e altri edifici pubblici sono stati danneggiati dal terremoto. L’ipocentro è stato localizzato a circa 15 chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita anche a Nusa Tenggara Occidentale e in alcune zone del Sulawesi meridionale, a oltre cento chilometri dall’epicentro. Secondo le testimonianze degli abitanti, il terremoto è durato circa un minuto. Almeno duemila persone hanno lasciato le proprie abitazioni e si sono spostate verso zone più elevate. Al terremoto sono seguite numerose repliche, tra cui una di magnitudo 6,1. Lungo diverse zone della costa sono state osservate onde inferiori al metro. Le autorità avevano inizialmente diramato un’allerta tsunami, successivamente revocata.
Le prime immagini di quanto accaduto sono drammatiche: la Bbc ha pubblicato un video del porto di Maumere che mostra grossi pezzi di cemento che si staccano dall’edificio del terminal e che cadono sui passeggeri in attesa di imbarcarsi sul traghetto. Alcuni di loro sono stati scaraventati in mare dopo il crollo della passerella per accedere alla nave. Secondo il governatore della provincia di Nusa Tenggara Orientale, la più colpita, alcune persone sarebbero morte nel sonno in seguito ai crolli. L’allerta ha indotto molti residenti ad allontanarsi dalle zone costiere mentre la rete locale dei trasporti rischia di andare in tilt rendendo più difficile anche la vasta operazione di aiuti e di soccorsi. Al momento risultano sei aeroporti e due porti danneggiati.
“Esprimo, a nome del Governo italiano, la più sentita solidarietà al popolo dell’Indonesia per il violento terremoto che ha colpito l’isola di Flores. Al momento, non risultano connazionali tra le vittime. L’Ambasciata a Jakarta è al lavoro per assistere gli italiani che vogliono lasciare la zona” ha dichiarato Antonio Tajani. Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso solidarietà all’Indonesia. “Notizie terribili dall’Indonesia oggi. Il mio pensiero va alle famiglie che hanno perso i propri cari in questo devastante terremoto. Dalla solidarietà all’azione, l’Europa è pronta a mettere in campo Copernicus, i nostri occhi nel cielo, a supporto delle operazioni di ricerca e soccorso. Indonesia, siamo con te” ha scritto su X. L’Indonesia, uno dei Paesi più esposti al rischio sismico, è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6,2 già all’inizio di luglio, senza vittime né danni rilevanti. Nel 2018, circa 2.200 persone morirono a Palu, città di circa 400 mila abitanti e capoluogo della provincia di Sulawesi Centrale, dopo un terremoto di magnitudo 7,5 seguito da uno tsunami. Nello stesso anno, altre violente scosse provocarono circa 550 morti sull’isola turistica di Lombok e nella regione di Sumbawa. La tragedia più grave risale però al 2004, quando un terremoto di magnitudo 9,1 al largo di Sumatra provocò uno dei più devastanti tsunami mai registrati. In Indonesia morirono circa 170 mila persone, mentre altre 50 mila persero la vita nei Paesi vicini.
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