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Diritti dell’infanzia, il Gruppo Crc lancia 10 passi per attuare la Convenzione – Ecoblog

Il Gruppo Crc, rete che riunisce oltre cento realtà italiane del Terzo Settore, ha chiesto oggi, in Italia, a Governo e Parlamento interventi più decisi su natalità, povertà minorile, cittadinanza e clima, perché — spiegano le organizzazioni — la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza resta frammentata e richiede scelte concrete, risorse e tempi certi. La richiesta arriva nell’ambito del lavoro di monitoraggio che il gruppo porta avanti da più di vent’anni, con un’attenzione costante all’attuazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia.

Natalità e genitorialità, la richiesta di politiche stabili

Sul tema della natalità, il Gruppo Crc invita l’esecutivo a superare la logica degli interventi episodici e a costruire un sistema capace di accompagnare le famiglie già dal periodo prenatale. Non solo bonus, dunque, ma risorse economiche adeguate, servizi vicini ai territori, consultori funzionanti e percorsi di sostegno alla nascita accessibili anche nelle aree più fragili del Paese.

Le organizzazioni chiedono inoltre servizi educativi di qualità, a partire dagli asili nido, e congedi parentali che riguardino davvero sia le madri sia i padri. È un passaggio centrale, viene spiegato, perché generatività e genitorialità non possono essere considerate due questioni separate: mettere al mondo un figlio, oggi, significa anche poter contare su tempi di cura, lavoro compatibile e una rete pubblica che non lasci sole le famiglie nei primi anni.

“Servono itinerari di crescita e sviluppo adeguati per tutti i nuovi nati”, è il messaggio che arriva dal coordinamento. Una formula tecnica, certo, ma dietro ci sono bisogni molto concreti: pediatri, scuole dell’infanzia, sostegni educativi, trasporti, spazi sicuri. E, spesso, la differenza la fanno pochi chilometri, o il Comune in cui si nasce.

Povertà minorile, il nodo della Garanzia Infanzia

Per il contrasto alla povertà minorile, il Gruppo Crc sollecita la piena attuazione del Piano di Azione Nazionale della Garanzia Infanzia, lo strumento pensato per assicurare ai bambini e agli adolescenti in condizioni di vulnerabilità accesso a servizi essenziali, istruzione, salute, abitazione e alimentazione adeguata. Secondo le associazioni, il piano non può restare sulla carta né procedere a velocità diverse da regione a regione.

Il punto, spiegano le realtà del Terzo Settore, è che la povertà educativa e quella economica si tengono insieme. Un bambino che vive in una famiglia in difficoltà rischia più facilmente di rinunciare allo sport, alle gite scolastiche, ai libri, persino alle cure non urgenti. Sono rinunce piccole, viste da fuori. Ma si accumulano.

Da qui la richiesta di un coordinamento più stretto tra amministrazioni centrali, enti locali, scuole e servizi sociali. Il Piano Garanzia Infanzia, nelle intenzioni, dovrebbe servire anche a questo: individuare i minori più esposti, intercettare prima le situazioni di disagio, evitare che l’intervento arrivi quando il problema è già esploso. “La prevenzione costa meno dell’emergenza”, ripetono da tempo molte organizzazioni del settore.

Cittadinanza e clima, i diritti dei minori al centro

Sulla riforma della cittadinanza, il Gruppo Crc rinnova l’invito al Parlamento ad approvare una legge che faciliti l’accesso alla cittadinanza italiana per i minorenni di origine straniera. Il tema riguarda ragazzi e ragazze nati o cresciuti in Italia, inseriti nelle scuole, nelle comunità locali, nelle squadre sportive, ma ancora legati a procedure lunghe e non sempre lineari.

La questione, per le associazioni, non è solo amministrativa. Riguarda il senso di appartenenza, la partecipazione e la possibilità di esercitare pienamente i propri diritti. In classe, nei cortili, nei quartieri, molti di questi minori vivono già come italiani. Solo dopo, spesso molto dopo, arriva il riconoscimento formale.

Il documento richiama poi il capitolo della sostenibilità e dell’impatto dei cambiamenti climatici su bambini e adolescenti. Il Gruppo Crc chiede al Governo campagne di informazione chiare, il rafforzamento dell’educazione ambientale a partire dal Piano RiGenerazione Scuola e l’inserimento dei bisogni dei più giovani nei piani di mitigazione dei rischi ambientali e di adattamento al cambiamento climatico. Non un’aggiunta simbolica, ma linee di bilancio dedicate e forme di coinvolgimento reale.

Osservatorio nazionale e Commissione infanzia, le nomine attese

Resta aperto anche il fronte istituzionale. Il Gruppo Crc attende la costituzione del nuovo Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e la nomina del nuovo coordinatore della Garanzia Infanzia, due passaggi considerati necessari per dare continuità alle politiche pubbliche e monitorare gli impegni assunti. Senza luoghi stabili di confronto, avvertono le organizzazioni, il rischio è che ogni misura proceda isolata.

In Parlamento, intanto, viene osservata con rammarico la mancata nomina della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. Un’assenza che pesa, secondo il coordinamento, perché priva le Camere di uno spazio dedicato alla valutazione delle leggi e delle politiche che incidono direttamente sulla vita dei minori.

La rete del Terzo Settore chiede quindi un cambio di passo: meno annunci, più attuazione. Dalla genitorialità alla scuola, dalla cittadinanza al clima, il filo indicato è lo stesso: considerare bambini e adolescenti non come destinatari secondari delle politiche pubbliche, ma come cittadini titolari di diritti. Qui e ora.


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