Cultura

Pensieri cattivi: Urlare la voglia di uccidersi e drogarsi :: Le Recensioni di OndaRock

Voglia di uccidermi o di drogarmi

Voglia di uccidermi drogandomi

Abbiamo tutti problemi psichiatrici

E non li risolviamo con gli psichiatri

K-hole in mezzo ai paramedici

Sudori freddi e vertigini

Macello è un nome d’arte piuttosto aggressivo, l’ideale per il rapper bolognese classe 2001 Giacomo Bosi. Ispirato a un’estetica estrema fatta di droga e malessere, pratica una trap cruda su questo album d’esordio, opportunamente intitolato “Pensieri cattivi”: beat distorti, propositi autodistruttivi, bestemmie e disperazione sono gli ingredienti principali di una ricetta pericolosa, da somministrare solo ai maggiorenni. Dopo un impatto frontale emerge anche un più profondo disagio esistenziale, avvelenato da mancanza di prospettive e solitudine tipica degli stati psichiatrici più disperati.

 

Il viaggio nell’abisso entra subito nel vivo con la trap ossessiva e fluttuante di “Uccidermi/drogarmi”, ostile e impresentabile come può esserlo un brano pieno di dichiarazioni come “voglia di uccidermi o di drogarmi, voglia di uccidere drogandomi”. L’estetica horror ore di Noyz Narcos e Metal Carter rivive in “Pensieri Cattivi” feat. Scaccia, con synth spettrali mentre “Crack al Rocket” galleggia in un rap sbiascicato, narcolettico. 

In “DDW”, altra cannonata trap violenta e disperata, drogatissima, il rapper fornisce persino il suo numero di telefono e risponde a qualche telefonata su TikTok. È un viaggio di sola andata nel malessere, tutt’altro che edonista, come sottolinea l’incubo trap “Tilt”. Generalmente i brani sono brevi e sostanzialmente lineari, con l’eccezione di “Benito e Clara + Albano e Romina” feat. 18K, spezzata in due con un beat switch psichedelico. 

Arriva anche il momento della malinconia più desolante in “Carne” feat. 18K, Rosa Chemical, Pitta, che diventa disperazione nell’amarissima “Forse un giorno”. A chiudere un brano apparentemente più muscolare come “Cocaine Rmx” feat. Jordan Jeffrey Baby, dedicato però ad un amico morto prematuramente: “ci vediamo presto”.

 

“Pensieri cattivi” è un pugno allo stomaco, un boccone amaro da mandar giù. All’estetica trap di droga e vizi si associa una desolante e nevrotica disperazione, la coscienza di essere sprofondati in un incubo di dipendenze e dissoluzione: una trappola mortale, che rima con il suicidio e l’autodistruzione. Anche se l’album trova i suoi limiti nel minutaggio limitato e qualche omogeneità di troppo nei brani, è capace di colpire per la sua dolorosa veracità. Un esordio che si distingue in un mare di trap da dimenticare.

23/06/2026


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