Netflix intrappola un uomo in un cartellone pubblicitario per 3 giorni: la trovata geniale che sconvolge il web
Mentre migliaia di automobili sfrecciano lungo Sunset Boulevard a Los Angeles, qualcosa di profondamente straniante cattura lo sguardo dei passanti: un uomo è intrappolato dentro un cartellone pubblicitario, sospeso a dieci metri da terra, e ci resterà per tre giorni consecutivi. È marketing puro, spinto fino ai confini dell’assurdo. Lo stunt fa parte della campagna promozionale per The Last House, il nuovo thriller claustrofobico di Netflix diretto da Louis Leterrier, il regista di Fast X, con protagonisti Greta Lee e Wagner Moura.
L’attore, la cui identità rimane avvolta nel mistero proprio come il personaggio che interpreta, è entrato nell’installazione giovedì 6 agosto 2026 e ne uscirà soltanto sabato 8 agosto. L’intera struttura è progettata per sembrare la finestra frontale di una casa, un set sopraelevato ed ermeticamente chiuso che ricrea visivamente l’isolamento terrorizzante vissuto dalla famiglia protagonista del film.
Netflix ha confermato che si tratta dello stesso attore per l’intera durata dello stunt, senza rotazioni o sostituzioni. Nessun trucco, nessuna pausa. Solo un uomo, una stanza di vetro, e l’abisso sotto di lui. Dal suo confinamento forzato a trenta piedi d’altezza, all’incrocio tra Selma Avenue e Sunset Boulevard, l’attore tenta di mantenere una parvenza di normalità. Lo si vede mangiare cereali, guardarsi intorno confuso, visibilmente provato. Comunica con i passanti sottostanti attraverso una lavagna bianca, un dettaglio agghiacciante che richiama direttamente la condizione di isolamento estremo vissuta dai personaggi del film.
I video diffusi sui social mostrano scene surreali: automobili che rallentano, pedoni che si fermano increduli, smartphone puntati verso l’alto. C’è chi si chiede se sia reale, chi teme per la sua sicurezza, chi ammira l’audacia del concept. Il rischio di distrazioni alla guida è concreto, ma l’impatto visivo è innegabile.
The Last House racconta la storia di una famiglia di quattro persone improvvisamente sigillata all’interno della propria abitazione, senza possibilità di uscita. Devono collaborare per sopravvivere contro risorse in esaurimento e una minaccia misteriosa e incombente che li tiene intrappolati. Un thriller psicologico che mischia elementi sci-fi e horror, trasformando la casa da rifugio a prigione.
Il billboard vivente non è solo pubblicità. È teatro urbano, performance estrema, specchio disturbante della nostra ossessione voyeuristica. Mentre l’attore vive la sua reclusione volontaria sopra una delle strade più iconiche del mondo, milioni di utenti osservano, commentano, condividono. Esattamente come accade con i protagonisti di The Last House: osservati, isolati, intrappolati in una dimensione da cui sembra impossibile uscire.
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