Penne iniettabili con farmaci Glp-1 e non solo. La nuova vita dei dispositivi medici preriempiti
La rete tra pubblico e privato
Il modello si regge su una collaborazione ampia tra istituzioni, territori, farmacie e industria. «Il Parlamento può e deve essere un facilitatore della sostenibilità: iniziative come ReMed dimostrano che la collaborazione tra pubblico e privato genera valore concreto per ambiente, salute e comunità», ha osservato Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e
promotore dell’iniziativa, parlamentare da sempre particolarmente sensibile ai temi della salute. «L’economia circolare applicata alla salute trasforma i rifiuti in risorsa. Ora serve continuità e un quadro che accompagni progetti scalabili, perché la priorità resta migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini: è un invito ad agire insieme, perché da soli non basta».
Il ruolo delle città e delle farmacie
La diffusione del progetto passa anche dalle amministrazioni locali e dai farmacisti, che diventano il punto di contatto quotidiano con i cittadini. «Trasformare un dispositivo medico da potenziale rifiuto a nuova risorsa, grazie alla rete capillare delle nostre farmacie, dimostra che la sinergia tra istituzioni locali e imprese lungimiranti come Novo Nordisk è la chiave per vincere le sfide della sostenibilità – ha dichiarato Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci e sindaco di Napoli – come sindaci, siamo impegnati a rendere le città laboratori di innovazione dove la cura della persona e la cura dell’ambiente viaggiano finalmente di pari passo. L’adesione di Napoli al progetto ReMed non è solo una scelta ambientale ma un atto di responsabilità verso la salute dei nostri cittadini e il futuro del nostro territorio».
A fare da snodo operativo sono le farmacie: «I farmacisti sono sempre più protagonisti della sostenibilità perché presidiano la prossimità e accompagnano i cittadini verso comportamenti virtuosi», ha detto Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI). «Promuovere una gestione responsabile dei dispositivi significa agire concretamente sulla tutela della salute e dell’ambiente. La partecipazione dei farmacisti al progetto contribuisce a una diffusione capillare della cultura della sostenibilità, che parte dai gesti quotidiani e coinvolge l’intera comunità».
Dentro la strategia Circular for Zero
ReMed si inserisce in una strategia più ampia, Circular for Zero, che punta alla neutralità climatica entro il 2045 lungo tutta la catena del valore, dalla produzione al paziente. Un approccio che lega direttamente salute e ambiente, come sottolinea Jens Pii Olesen: «Salute e ambiente sono strettamente interconnessi: molte malattie croniche, come il diabete, sono influenzate da fattori che vanno oltre il sistema sanitario», ha spiegato il general manager di Novo Nordisk Italia. «per questo prendersi cura delle persone significa anche ridurre l’impatto ambientale delle cure. In Novo Nordisk questo impegno si traduce in innovazione terapeutica e in azioni concrete come ReMed, un progetto che applica l’economia circolare alla sanità e che oggi, in occasione dell’Earth Day, lanciamo a livello nazionale. ReMed è parte della nostra strategia globale Circular for Zero e nasce dalla collaborazione con istituzioni, territori, professionisti sanitari e pazienti: solo attraverso un’azione condivisa possiamo costruire un futuro più sostenibile per la salute delle persone e del pianeta».
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