l’Anpi inaugura un roseto per le Madri Costituenti [FOTO]

Lanciano, città medaglia d’oro al valor militare, ha celebrato oggi, 25 aprile 2026, la festa di Liberazione omaggiando la Costituzione e i valori della Resistenza.
Alle 9.30, al sacrario degli Eroi Ottobrini in piazza Martiri Lancianesi, ha iniziato l’Anpi con una cerimonia sentita e partecipata, che ha voluto celebrare l’opera delle Madri Costituenti, le quali hanno contribuito ad introdurre concetti fondamentali, come la parità di genere, la tutela delle madri lavoratrici, l’accesso ai pubblici uffici, nella nostra Carta costituzionale.
A loro è stato dedicato un cespuglio di rose, delimitato da 21 pietre bianche che riportano i nomi delle donne elette nell’Assemblea costituente. Canti, letture e poesie hanno animato la cerimonia, che ha posto l’accento sulle resistenze femminili nel mondo, dalle mamme di Plaza de Mayo alle donne zapatiste, da Cuba a Gaza.
La cerimonia si è aperta con la deposizione di un cuscino di fiori al monumento agli Eroi Ottobrini, portato da Paola Bosco, figlia del maestro Paolo, e da Licio Bonaffini, neo iscritto Anpi per celebrare la memoria del padre Biagio. La presidente Maria Saveria Borrelli ha ricordato anche Gabriele Mastrangelo, iscritto Anpi che un anno fa, dopo la cerimonia, trovò la morte in un tragico incidente stradale. Erano presenti anche le figlie dell’ex carabiniere.
Le celebrazioni per l’81° anniversario della Festa della Liberazione sono poi continuate in piazza Plebiscito. Presenti autorità civili e militari, l’Anpi di Lanciano, le associazioni di volontariato e le associazioni combattentistiche e d’arma; la presidente del consiglio comunale, Gemma Sciarretta, consiglieri comunali e il consigliere provinciale Enzo Di Diego. A fare le veci del sindaco Filippo Paolini, invitato dal Prefetto a presenziare alla cerimonia del 25 aprile a Chieti, il vicesindaco Danilo Ranieri. Dopo gli onori tributati al Gonfalone del Comune di Lanciano, una corona d’alloro è stata deposta al Monumento ai Caduti.
«Il 25 aprile del 1945 ha i piedi nella nostra storia perché è uno dei primi semi che, insieme ad altre radici, hanno consentito la rinascita della nostra Patria – ha affermato Ranieri, che si è soffermato sul significato attuale del 25 aprile, sottolineando come ottantuno anni non siano stati sufficienti a completare in maniera diffusa la riconciliazione nazionale, come spesso ha segnalato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Esistono ancora divisioni ideologiche e identitarie – ha ribadito Ranieri – che ci inducono ancora a dividerci, dopo ottant’anni, sul valore della Festa della Liberazione.»
Infine il vicesindaco ha ricordato che, per la liberazione nazionale dall’oppressore nazista, anche la nostra città pagò un prezzo altissimo: «Successivamente all’armistizio dell’8 settembre 1943, Lanciano fu la seconda città in Italia, dopo gli eventi di Napoli di fine settembre, a sollevarsi e ribellarsi, anche, ma non solo, con i nostri Eroi Ottobrini del 1943; subimmo bombe, morti, distruzioni fino a giugno del 1944. Dobbiamo essere fieri della nostra medaglia d’oro al valor militare. Ma nulla è scontato: dobbiamo contrastare il perimetro d’azione di chi, a ogni livello, impedisce e ostacola la riconciliazione, nutrendosi dello scontro e dell’odio; va combattuta l’indifferenza; vanno difesi e mantenuti fermi i principi fondamentali della nostra democrazia costituzionale».
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