Friuli Venezia Giulia

The Find a Grave, in Slovenia un nuovo database online dei cimiteri austro-ungarici

27 aprile 2026 – ore 07:00 – Nonostante il cinema e le serie tv abbiano sempre privilegiato il fronte occidentale, dando esclusivo spazio agli inglesi e gli americani, in realtà la linea del fuoco tra Italia e Austria-Ungheria fu tra le più brutali del conflitto. Ne è una prova indiretta, causa già nei primissimi anni di disperate ricerche, il gran numero di tombe anonime, di cimiteri dove i soldati riposano senza nome o, con al più, una targhetta spesso ignorata dalle famiglie stesse. Si pone allora come un utile strumento onlineThe Find a Grave‘, disponibile grazie alla Fondazione Walk of Peace con base a Kobarid/ Caporetto. L’idea è di avere un database sul fronte dell’Isonzo per i cimiteri militari presenti; attualmente il sito ne include 15 nel Carso sloveno e nel Goriziano, ma si prevede già di aggiungere ulteriori siti. Il sito, per il momento disponibile solo in inglese, consente di fare ricerche con diversi criteri sulle persone sepolte e sui cimiteri, oltre a fornire una mappa interattiva; vi si trovano le liste di nomi, il rango nell’esercito, le date di morte e sepoltura, i numeri delle tombe e così via. Potenzialmente uno strumento molto utile per gli storici e di grande conforto a chi, nelle proprie ricerche genealogiche, vuole rintracciare i propri cari scomparsi nel maelstrom della prima guerra mondiale.

Inaugurato nel tardo 2025, il progetto è una collaborazione tra la Fondazione Walk of Peace, l’Istituto Storico Milko Kos a Lubiana e la Capitale Europea della Cultura 2025 Nova Gorica-Gorizia, la quale ha anche fornito i necessari finanziamenti. Lo scopo della Fondazione è infatti di promuovere i valori della pace tramite la conservazione dell’eredità della prima guerra mondiale sul fronte dell’Isonzo; è inoltre responsabile del mantenimento dei 500 km della Walk of Peace che connette nelle zone degli ex combattimenti 300 monumenti della grande guerra.
Allo stadio attuale la Fondazione riceve in media 50/60 richieste di ricerche ogni anno da persone in cerca delle tombe dei propri avi; e si spera con questo strumento di ampliare ancora di più il raggio, includendo i cimiteri anche in Italia.
I numeri sono certo impressionanti; circa 300mila morti sul fronte dell’Isonzo; con 165mila caduti solo negli ossari italiani; sulla linea del fronte sono state registrate 80mila tombe austro-ungariche e grandi cimiteri militari nell’entroterra, inclusa la stessa Lubiana, Maribor, Kidričevo e Celje; mentre sul fronte italiano vi sono cimiteri militari anche a Udine e Pordenone.

Articolo di Zeno Saracino




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