Parte da Copenaghen la sfida al turismo sostenibile con Destinationpay
Arrivare in treno anziché in aereo per assicurarsi un ingresso gratuito in sauna. Salire in sella a una bicicletta per guadagnare un caffè caldo. O raccogliere un sacchetto di rifiuti lungo i canali cittadini in cambio di un giro in kayak. Quella che era nata nel 2024 a Copenaghen come un’audace sperimentazione estiva è pronta a trasformarsi in una realtà stabile. Dal prossimo 22 giugno, l’innovativo programma turistico CopenPay diventerà una piattaforma permanente e attiva tutto l’anno, eliminando ogni data di scadenza e ridefinendo il modo in cui i viaggiatori interagiscono con la capitale danese.
Le azioni ad impatto positivo
L’idea di fondo è tanto semplice quanto dirompente: sostituire il classico turismo passivo con azioni concrete ad impatto positivo. Dopo il successo delle edizioni pilota, che hanno già registrato oltre 30.000 partecipanti e il coinvolgimento di più di 100 attrazioni locali, la città ha deciso di ampliare significativamente l’offerta. I visitatori potranno cimentarsi in svariate attività pratiche in tutta la città: dal riciclare indumenti usati presso il Designmuseum Danmark all’ottenere sconti per eventi culturali muovendosi in bicicletta, fino a ricevere un pasto biologico gratuito al BaneGaarden dopo aver ripulito un’area urbana. Anche la mobilità è un pilastro centrale del progetto: chi sceglie il treno per raggiungere Copenaghen viene incentivato con il noleggio gratuito di biciclette e lezioni per pedalare in sicurezza in una città che conta già più bici che abitanti e con il 45% di tutti gli spostamenti per lavoro o studio che avviene utilizzando questo mezzo di trasporto.
L’indagine sulle motivazioni di fondo
Ma cosa spinge davvero un turista a dedicare il proprio tempo alla cura della destinazione ospitante? A svelarlo è una recente indagine condotta dall’agenzia di analisi Maple, che mette in discussione il pensiero convenzionale sul turismo. Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, non è il mero premio materiale a muovere le persone: solo il 23% dei partecipanti si dichiara infatti motivato dalla ricompensa in sé. La vera spinta risiede nell’esperienza: il 48% degli intervistati cerca un’opportunità unica, significativa ed educativa, che permetta di connettersi attivamente con il territorio. L’aspetto più rilevante riguarda l’impatto a lungo termine sul comportamento individuale: ben il 70% dei turisti (7 su 10) afferma di aver modificato le proprie abitudini quotidiane una volta tornato a casa.
Un modello da esportazione
Il successo di CopenPay ha rapidamente valicato i confini nazionali danesi. Sulla scia di questi risultati, Copenaghen ha deciso di condividere gratuitamente la struttura del programma sotto il nome di “DestinationPay”, consentendo ad altre destinazioni nel mondo di adottare e adattare questo modello virtuoso. Da allora, oltre 350 realtà internazionali hanno manifestato forte interesse o avviato progetti analoghi. Se Berlino ha già aperto la strada con una propria iniziativa, nazioni come Germania, Francia, Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia si preparano a lanciare i propri programmi nel corso di quest’anno. In questa transizione globale verso una nuova filosofia di viaggio, l’Italia sta dimostrando una spiccata sensibilità. Tra le prime città ad accogliere la sfida c’è Ravenna. «Ravenna e Copenaghen condividono la ferma convinzione che il turismo possa essere qualcosa di più di una semplice visita: può essere partecipazione – ha dichiarato Maria Grazia Marini, direttrice di Ravenna Turismo -. CopenPay ci ha ispirato perché dimostra come le azioni positive possano diventare una parte naturale e gratificante dell’esperienza del visitatore». Accanto a Ravenna, anche Firenze ha recentemente annunciato l’adozione di questo modello, a testimonianza di come l’interesse per soluzioni capaci di mitigare l’impatto del turismo di massa e favorire un turismo di valore stia contagiando anche le nostre principali città d’arte. In un’epoca in cui il sovraffollamento turistico genera spesso tensioni nelle comunità locali, l’esperienza danese indica una strada alternativa, dove la tutela e la valorizzazione del territorio diventano parte integrante del viaggio. Come sottolinea Rikke Holm Petersen, direttore del comportamento presso Wonderful Copenhagen, «l’ispirazione e il contributo sembrano essere il nuovo souvenir”»
Source link





