Marche

Paoletti ritorna sui motivi delle dimissioni. Bochicchio: «Le risponderò in Consiglio»

CASTEL DI LAMA A tenere ancora banco, a Castel di Lama, sono le dimissioni di Diana Paoletti. «Chi si è affannato a far circolare motivazioni false e superficiali sulle mie dimissioni – precisa la consigliera dimissionaria – aveva un obiettivo preciso: manipolare i fatti e sminuire le vere motivazioni. Questi pettegolezzi di Palazzo, però, si scontrano con la lettera di dimissioni, scritta di mio pugno, depositata agli atti».

Le motivazioni

«Le vere motivazioni – rimarca Diana Paoletti – si fondano sull’opportunità di scelte politiche slegate dai bisogni della cittadinanza, la mancanza di autocritica ed ascolto di cittadini ed opposizione, la staffetta a tempo degli assessori che di fatto svilisce e deresponsabilizza il ruolo dei singoli rallentando i processi deliberativi a discapito della programmazione».

Paoletti contesta i rumors sulla sua presunta discontinuità nel partecipare alle riunioni pre-consiliari di maggioranza: «Dire che non ho mai partecipato alle riunioni di pre-consiglio per insinuare il dubbio di un mio assenteismo è falso. Il distacco dell’ultimo periodo è fisiologico e frutto di una consapevole scelta politica laddove la logica democratica viene svuotata e le decisioni vengono veicolate, anticipate se non addirittura anche prese su chat di messaggistica privata».

Diana Paoletti lascia intendere che la notizia delle sue dimissioni sia frutto di manovre all’interno dell’amministrazione comunale, mentre «a chi mi accusa di avere un carattere troppo rigido ed integerrimo e che non si piega a compromessi politici rispondo che questa descrizione mi riempie d’orgoglio, perché conferma la mia onestà e coerenza. Oggi i veri assenti sono quelli che collezionano gettoni di presenza, ma che poi restano distanti dai bisogni reali della città». «Parlerò in consiglio comunale, perché sull’argomento ritengo sia l’unico luogo deputato», le parole del sindaco Bochicchio da noi contattato, che non si è mai sbottonato sulla vicenda se non per rimarcare il suo dispiacere rispetto alle dimissioni della Paoletti.




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