Passerelle politiche con soldi pubblici

La presenza di esponenti del Partito Democratico a un convegno inserito nel programma di “Un Borgo di Libri”, la rassegna culturale ospitata a Casertavecchia e sostenuta anche da risorse pubbliche, alimenta una polemica politica. A intervenire sono due ex consiglieri comunali di Caserta, Donato Aspromonte e Pasquale Napoletano, che, pur con toni differenti, sollevano interrogativi sul pluralismo degli appuntamenti e sull’utilizzo dei fondi destinati alla manifestazione.
Al centro delle critiche c’è una tavola rotonda dedicata al futuro dell’Europa, alla quale hanno preso parte i deputati del Pd Piero De Luca e Stefano Graziano, affiancati dagli allievi della scuola di formazione promossa dallo stesso De Luca.
Aspromonte esprime un giudizio particolarmente duro: “Vedendo come vengono spesi i soldi dei contribuenti, c’è da rimanere davvero sconcertati”. Precisa di non avere “nulla contro gli eventi culturali presenti in città”, compresi quelli organizzati nel Borgo di Casertavecchia. La sua contestazione riguarda, invece, il rischio che “questi fondi vengano utilizzati per vere e proprie passerelle politiche, finanziate con i soldi dei contribuenti”.
L’ex consigliere si interroga quindi sul ruolo del direttore della rassegna, Luigi Ferraiuolo, e sulla scelta degli ospiti: “Sarei curioso di chiedere al direttore Ferraiuolo chi lo ha nominato e a chi risponde, viste le persone invitate al ‘Borgo dei Libri e Cammini’: Graziano, De Luca, Borrelli e altri esponenti del Partito Democratico e loro seguaci”, politici venuti in città “a fare passerella, tra applausi e celebrazioni”.
Nel suo intervento, Aspromonte richiama anche le vicende amministrative che hanno interessato Caserta, affermando: “Dopo un sindaco del Partito Democratico che ha visto il Comune sciolto per condizionamenti della criminalità organizzata, mancava solo questo”. Da qui il suggerimento, rivolto agli esponenti del Pd, di promuovere “un’iniziativa per chiedere pubblicamente scusa ai casertani per come questa città è stata ridotta”.
La critica si estende anche alla composizione degli inviti: “Il direttore Ferraiuolo avrebbe potuto adottare un approccio diverso, condividendo gli inviti con tutti gli esponenti politici presenti in questa città, senza fare distinzioni di appartenenza”, sostiene Aspromonte, che parla di un “modus operandi” riconducibile, a suo avviso, al “sistema Marino”.
L’ex consigliere annuncia, infine, un’iniziativa formale: “Ovviamente scriverò alle Commissarie Prefettizie per chiedere chiarimenti e la revoca dell’impegno di spesa relativo al contributo alla manifestazione, perché si tratta di soldi pubblici e devono essere utilizzati per eventi realmente culturali e aperti alla partecipazione di tutti, non per trasformarsi, a mio avviso, in occasioni di propaganda o passerella politica”.
Su una linea critica, ma con toni più istituzionali, si colloca Pasquale Napoletano, esponente di Fratelli d’Italia, che apre il suo intervento ribadendo il valore della rassegna: “Un Borgo di Libri rappresenta un patrimonio importante per Casertavecchia e per l’intero territorio, nato dal lavoro e dalla passione del direttore Luigi Ferraiuolo, a cui mi lega un rapporto di stima personale”.
Proprio per il rispetto verso la manifestazione, Napoletano ritiene necessario riflettere “sul senso e sull’etica delle nostre manifestazioni pubbliche”. Da uomo di centrodestra, sottolinea, “di fronte alla cultura occorre saper essere super partes”. E aggiunge: “La cultura non ha tessera di partito, non appartiene a una corrente e non deve mai rischiare di apparire come una cassa di risonanza a senso unico, a maggior ragione quando a sostenere queste iniziative concorrono direttamente i patrocini delle istituzioni, il Comune di Caserta e le risorse pubbliche della Regione Campania”.
Napoletano contesta quindi la scelta di una tavola rotonda nella quale, a suo dire, “si è vista unicamente la presenza dei deputati del Partito Democratico Piero De Luca e Stefano Graziano”. Una composizione che, secondo l’ex consigliere, “impoverisce il dibattito” e restituisce “l’impressione di assistere a una vera e propria Festa dell’Unità trasferita nel cuore di Casertavecchia”.
L’assenza di un contraddittorio, prosegue, “priva i cittadini di quel confronto ricco e stimolante che deve caratterizzare ogni grande evento della nostra comunità”. Da qui l’appello a garantire “pluralismo assoluto”, con “pari dignità e voce a tutte le sensibilità”.
Quindi Napoletano conclude: “Casertavecchia merita rassegne capaci di superare i recinti ideologici, mettendo attorno allo stesso tavolo intelligenze e visioni diverse. Soltanto così la cultura torna a essere ciò che deve: un terreno libero di confronto e mai uno strumento di divisione”.
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