Palmoli, curiosi e selfie davanti alla casa della famiglia nel bosco: “Abbiamo bisogno di privacy”

L’attenzione attorno alla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” continua a portare persone a Palmoli, fino alla casa di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Visite, fotografie, richieste di selfie e, in un caso, anche riprese effettuate con un drone hanno spinto la coppia a chiedere pubblicamente maggiore rispetto per la propria privacy.
I due genitori hanno affidato a una lettera aperta, rilanciata sui social attraverso alcuni dei gruppi Facebook che seguono la loro vicenda, un ringraziamento per la solidarietà ricevuta ma anche una richiesta di poter recuperare tranquillità.
«Carissima Italia, siamo profondamente commossi e onorati dall’ondata di sostegno e dal continuo desiderio reciproco di riunire i nostri meravigliosi figli. Siamo anche estremamente grati per il supporto al mio libro e al messaggio che trasmette», scrive Catherine Birmingham.
Poi l’appello: «Vi preghiamo di comprendere che io e Nathan stiamo vivendo un trauma e uno stress incredibili da quasi due anni e vi chiediamo, gentilmente, di concederci la privacy e lo spazio di cui abbiamo bisogno per ritrovare la forza per i nostri figli».
Negli ultimi giorni diverse persone si sono recate a Palmoli per vedere la casa e incontrare la coppia. Come riferito all’Ansa dal sindaco Giuseppe Masciulli, in un’occasione è stato necessario chiedere l’intervento della polizia municipale «perché c’erano persone che facevano riprese con il drone».
Sempre secondo quanto riportato dall’Ansa, a denunciare altri episodi è anche l’amministratore del gruppo Facebook “Famiglia nel bosco, io ti difendo”: «Persone che vanno a scattare foto, che hanno chiesto un selfie, persone che hanno chiesto una copia del libro. Addirittura una persona è entrata nella proprietà e ha fatto un video. Dov’è il rispetto per due genitori che stanno patendo pene tremende? Lasciamoli in pace!».
Catherine Birmingham ribadisce nella lettera il valore privato di quel luogo: «La nostra casa è un rifugio sicuro, fonte di guarigione e rinascita».
La donna chiarisce inoltre che sarà disponibile a incontrare il pubblico in occasione delle presentazioni del suo libro, mentre invita a non recarsi direttamente nell’abitazione. «Sarò presente e potrò dare il mio contributo durante le presentazioni del libro. Non abbiamo copie da vendere. Grazie per la vostra comprensione e il vostro sostegno».
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