“Uccidere una specie protetta non può essere considerato un fatto tenue”
L’associazione ha depositato opposizione alla richiesta della Procura di Venezia di archiviare il procedimento per la tenuità del fatto. LNDC: “Sparare nella nebbia senza essere certi del bersaglio significa accettare il rischio di colpire specie protette. Non possiamo trasformare il bracconaggio in un illecito di serie B”
Venezia, 18 agosto 2026 – La vicenda della battuta di caccia nella Laguna di Venezia alla quale partecipò Donald Trump Jr. torna all’attenzione della magistratura. LNDC Animal Protection, che a febbraio 2025 aveva sporto denuncia per l’uccisione di una Casarca (Tadorna ferruginea), specie protetta dalla legislazione nazionale e dalla Convenzione di Berna, ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Venezia.
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La richiesta del Pubblico Ministero, pur riconoscendo che fu Donald Trump Jr. a sparare alla Casarca, ritiene che il procedimento possa essere archiviato per particolare tenuità del fatto, considerando che la condotta avrebbe riguardato un solo esemplare protetto nell’ambito di una battuta di caccia e in una giornata caratterizzata dalla nebbia.
LNDC Animal Protection, attraverso l’avv. Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali dell’associazione, ha formalmente contestato questa impostazione, chiedendo al Giudice per le indagini preliminari di non accogliere la richiesta di archiviazione e di disporre l’imputazione coatta.
“Non possiamo accettare che l’uccisione di un animale appartenente a una specie protetta venga considerata un fatto di particolare tenuità solo perché l’esemplare abbattuto è uno”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Ogni animale selvatico appartenente a una specie tutelata rappresenta un bene giuridico che le norme hanno scelto espressamente di proteggere. Se si accetta il principio secondo cui ucciderne uno è poco grave, quale messaggio stiamo mandando a chi viola le norme sulla tutela della fauna?”
Inoltre, uno degli elementi centrali dell’opposizione presentata da LNDC riguarda la nebbia, considerata dalla Procura come una delle circostanze che avrebbero contribuito alla tenuità del fatto.
Per l’associazione, invece, la scarsa visibilità avrebbe dovuto imporre una particolare prudenza, fino all’astensione dallo sparo qualora non vi fosse assoluta certezza sull’identificazione del bersaglio. In caso contrario, esplodere colpi significa accettare consapevolmente il rischio di colpire un animale appartenente a una specie protetta.
Una circostanza che, secondo LNDC, assume ulteriore rilievo alla luce delle parole pronunciate dallo stesso Trump Jr. nel video della battuta, successivamente rimosso dai siti sui quali era stato pubblicato. Nel filmato, secondo quanto riportato nell’atto di opposizione, l’indagato avrebbe commentato l’animale abbattuto dicendo: “Questa è un’anatra piuttosto rara per la zona, non so nemmeno come si chiami”, senza manifestare, successivamente, rammarico per l’accaduto.
“Se non si sa con certezza quale sia l’animale verso cui si sta puntando il fucile, non si spara. È un principio elementare di prudenza, tanto più quando si è in presenza di nebbia e si sta praticando un’attività che comporta l’uso di armi da fuoco”, continua Rosati. “La caccia non può diventare una sorta di roulette nella quale a pagare sono gli animali appartenenti a specie che la legge vieta di abbattere”.
LNDC Animal Protection continuerà a seguire con attenzione questo procedimento perché il principio in gioco va ben oltre la vicenda di Donald Trump Jr. Le specie protette devono essere realmente protette e le norme che ne vietano l’abbattimento devono essere applicate.
“Non chiediamo trattamenti di favore né pene esemplari: chiediamo semplicemente che un fatto che presenta gli estremi di un reato venga valutato nella sua reale gravità e non venga liquidato come tenue”, conclude Rosati.
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