Cultura

Overmono – Pure Devotion | Indie For Bunnies

I produttori TomEd Russell sono diventati decisamente più sicuri di sé e ambiziosi dopo l’esordio in coppia “Good Lies” e anni di successo underground coi rispettivi progetti solisti Truss e Tesselela. Questo secondo album registrato tra Islanda, Spagna e Bristol nasce come omaggio al mondo del clubbing, tra sintetizzatori analogici vintage, UK Garage, rave, twostep, alti tassi di adrenalina, BPM martellanti.

Credit: Bandcamp

Dance music pura e contaminata, fin dalle prime note di “Lockup” tutta synth e drum machine con il sample di “What a Waste” dei Fast Relief decostruito e utilizzato come parte vocale in un brano che ricorda i Chemical Brothers. Il poeta John Joseph Holt presta voce e carisma a “Knight In Shining Prada” in un incontro ai confini della notte che molto deve ai Daft Punk.

Non mancano brani midtempo come “Slowmotion” o “Even Angels Ghost” con  Kindora, il momento più dance pop di un disco che ha visto i fratelli Russell sperimentare nei modi più impensati per ottenere il sound che volevano (passare dei magneti sul nastro ad esempio o usare un altoparlante per annunci ferroviari del 1930 oltre al famigerato piatto della batteria “cotto” al forno con ricetta rivelata nell’intervista a Roling Stone UK).  

Attenzione ai particolari che non fa mai passare in secondo piano la melodia, centrale in “Barum” con  Jaz Karis e “Mialon” con Karis e Mahalia. Il meglio però gli Overmono lo danno quando salgono in cattedra nella ritmata  “Laxbrook” e nella più riflessiva “Adre”.

“Gem Lingo (ovr now)” con Ruthven (Paul Institute) dall’anima R&B e moderna, la coinvolgente “Ballad” con Kindora e Rock Floyd e l’avvincente “After The Rain” consolidano  il posto d’onore che i fratelli  Russell occupano dal 2023, l’impressione è che possano fare ancora meglio nel prossimo futuro.


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