Emilia Romagna

Omicidio a Montese, Douada Sangarè accoltellato sulla soglia di casa prima dell’alba


Questa mattina il piccolo centro di Montese è stato svegliato da una notizia drammatica: un omicidio perpetrato all’interno di un’abitazione di via Righi, la Provinciale che attraversa il paese. Una tragedia che si è consumata all’alba, probabilmente sulla soglia dell’appartamento della vittima.

A perdere la vita un trentenne originario della Costa d’Avorio, Douada Sangarè, residente da qualche tempo al civico 422 di via Righi. L’uomo è stato soccorso dal 118, ma le ferite riportate a seguito dei colpi inferti da un’arma da taglio si sono rivelate fatali.

E’ stata probabilmente una lite, scoppiata per motivi sconosciuti, a portare l’aggressore a colpire a morte Sangarè. Aggressore che per altro sarebbe stato fermato dai Carabinieri di Montese nel corso della mattinata.

La ricostruzione

Mancano ancora diversi elementi cruciali per comprendere sia la dinamica sia le ragioni di quanto accaduto. I Carabinieri stanno lavorando nel massimo riserbo, dopo che l’abitazione è stata posta sotto sequestro.

Sia gli uomini della Scientifica, sia i professionisti della Medicina Legale, hanno svolto un attento lavoro di documentazione all’interno dello stabile, mentre i militari della Compagnia di Pavullo hanno identificato e sentito i residenti e i conoscenti.

Secondo quanto riferito da un vicino di casa, alle ore 5.15 si sarebbe sentito un grido isolato, che tuttavia il residente non è stato in grado di ricondurre al delitto, pensando che provenisse dalla strada dove sono soliti transitare i giovani di ritorno dalle serate all’Indio Club, che spesso recano disturbo in quella zona.

Tuttavia, intorno alle ore 8, uscendo di casa, si è definitivamente accorto dell’accaduto, allertando i soccorsi. Sangarè al momento dell’aggressione si trovava in casa insieme alla moglie, una connazionale di alcuni anni più giovane. La donna è stata ascoltata dai militari in caserma, poi è ritornata con loro presso l’abitazione.

Chi era la vittima

Il giovane straniero viveva in Italia da diversi anni e nel 2021 si era trasferito a Montese. Lavorava regolarmente come saldatore presso la ditta Bernabei, nella frazione di Salto.

Sul luogo del delitto si è radunata la comunità africana che vive nella zona e con la quale Sangarè aveva rapporti di amicizia. Vicini e conoscenti lo descrivono come una persona molto tranquilla e per bene, un gran lavoratore. Nella serata di ieri era stato in paese insieme ad alcuni amici, poi era rientrato a casa. C’era sconcerto tra i presenti, che non riuscivano a spiegarsi come potesse essere accaduto un fatto simile.

Soltanto un mese fa era stato raggiunto dalla moglie, giunta in Italia con la prospettiva di stabilità e di espandere la famiglia. La ragazza, sola e sconvolta, è rimasta per tutta la giornata in compagnia dei militari.

Un fermo

Seppur l’autorità giudiziaria non si sia ancora pronunciata sull’accaduto, pare che il presunto responsabile del delitto sia stato identificato e sottoposto a fermo. I Carabinieri lo avrebbero rintracciato lo straniero già nelle prime ore della mattina.

Sarà chiaramente fondamentale ricostruire un movente per il delitto, che al momento non pare avere contorni definiti, se non quelli riconducibili a dissidi personali.


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