La Lega in consiglio comunale a Genova appoggia la proposta Valditara contro il burqa a scuola

Genova. I consiglieri comunali della Lega Paola Bordilli, capogruppo, e Alessio Bevilacqua commentano con soddisfazione l’annuncio ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di voler presentare un emendamento al ddl Sicurezza per vietare il burqa a scuola e introdurre corsi di italiano per i genitori stranieri: “L’annuncio va esattamente nella direzione che come Lega sosteniamo con forza anche sul nostro territorio”.
“Il burqa e il niqab non sono scelte culturali – sostengono – ma veri e propri simboli di sottomissione e di annullamento della dignità della donna, come ho avuto modo di affermare anche in consiglio comunale, scatenando dai banchi della sinistra perfino l’evocazione di piazzale Loreto – ricorda Bordilli – consentire l’ingresso nelle nostre aule a volto coperto significa scambiare l’integrazione con un finto multiculturalismo che calpesta la Costituzione, i diritti fondamentali e la parità di genere”.
La battaglia della Lega è, per così dire, una battaglia preventiva visto che a oggi, quanto meno a Genova, non si registrano situazioni critiche legate a casi di volto totalmente coperti da parte di studentesse di religione islamica. Per quanto riguarda il burqa, velo che copre totalmente il volto – anche il gli occhi – così come il niqab, che lascia gli occhi scoperti, si tratta inoltre di indumenti che vengono introdotti dopo la pubertà.
“In consiglio comunale – proseguono i leghisti – a Genova portiamo avanti da tempo battaglie chiare contro il velo integrale e a favore del rispetto delle nostre leggi, dei nostri valori e della dignità della donna. La scuola deve essere il primo luogo di emancipazione, crescita e condivisione delle regole della nostra comunità, non una zona franca nella quale si tollera la segregazione”.
“Accogliamo con grande favore l’iniziativa del ministro Valditara e il suo richiamo a una vera integrazione, che passa anche attraverso l’insegnamento della lingua italiana alle famiglie. Avanti a testa alta, a Roma come a Genova, a difesa delle donne e della nostra identità”, concludono.




