oasi naturista senza servizi a pochi giorni dal via
A pochi giorni dall’apertura ufficiale della stagione balneare, fissata per il 10 maggio, l’Oasi naturista di Capocotta si trova ancora ferma, intrappolata in un’impasse amministrativa che rischia di comprometterne l’avvio.
A lanciare l’allarme è Lorenza Spadini, alla guida dell’associazione naturista locale, che denuncia una situazione di totale assenza di servizi e garanzie minime per i frequentatori.
Al centro dello stallo c’è la vicenda del chiosco e delle strutture di supporto. I gestori, assegnatari del bando nel 2025, avevano avviato i lavori realizzando una pedana in attesa delle autorizzazioni paesaggistiche richieste mesi prima.
A febbraio, però, è arrivato il sequestro da parte della polizia locale, motivato dalla presunta mancanza dei permessi necessari.
Da quel momento la situazione si è cristallizzata. Secondo quanto riferito dall’associazione, per poter ottenere le autorizzazioni richieste, ai concessionari sarebbe stato chiesto di rimuovere quanto già realizzato. Un passaggio che ha di fatto bloccato ogni attività, lasciando l’area in una condizione sospesa, simile a un cantiere incompiuto.
Le conseguenze, sul piano pratico, sono evidenti. L’oasi è attualmente priva di servizi essenziali: mancano punti di ristoro, servizi igienici, assistenza sanitaria e presidi di sicurezza come le postazioni di salvataggio. Una situazione che preoccupa soprattutto in vista dell’imminente afflusso di bagnanti.
A questo si aggiunge il tema della privacy, particolarmente sensibile in un’area dedicata al naturismo. L’assenza di strutture e protezioni adeguate espone infatti i frequentatori a intrusioni indesiderate, con segnalazioni di persone che si apposterebbero nelle vicinanze per osservare i bagnanti.
La criticità non riguarda solo l’oasi: secondo l’Anoca, una parte consistente degli stabilimenti sul litorale di Ostia si troverebbe ancora in condizioni simili, tra ritardi e attività non ancora operative.
Da qui l’appello rivolto al Campidoglio e al sindaco Roberto Gualtieri: sospendere l’ordine di demolizione e consentire almeno una riapertura temporanea, così da garantire l’avvio della stagione e salvaguardare il lavoro dei gestori.
Una richiesta che punta a trovare una soluzione immediata a una vicenda che, tra vincoli e procedure, rischia di lasciare una delle aree più note del litorale romano senza servizi proprio all’inizio dell’estate.
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