Umbria

Perugia, Ferdinandi sul Piano casa: «Più risorse e Comuni davvero coinvolti»

«Guardiamo con attenzione al Piano Casa annunciato dal Governo e attendiamo di conoscerne il testo nel dettaglio», ma «il punto decisivo sarà capire quante nuove risorse verranno realmente messe a disposizione, con quali tempi e soprattutto in che modo saranno coinvolti i Comuni, che sono il primo presidio istituzionale davanti al bisogno abitativo». Così la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi interviene a fronte della presa di posizione espressa dall’Alleanza municipalista per il diritto alla casa di cui Palazzo dei Priori fa parte: «Perugia – ha detto la prima cittadina – è pronta a fare la propria parte, ma servono strumenti chiari, finanziamenti adeguati e un confronto vero con i territori. Senza i Comuni, nessuna politica sulla casa può essere davvero efficace»

La rete degli amministratori comunali delegati alle politiche abitative delle città italiane, infatti, è intervenuta sul Piano casa approvato dal Consiglio dei ministri. A firmare il documento una trentina di assessori che si riservano di «di leggere il testo del provvedimento annunciato e di analizzarlo puntualmente». Al centro, naturalmente, c’è il tema dei fondi, con gli amministratori locali che sottolineano come «non si possa pensare di risolvere il problema della casa con un Piano nazionale che di fatto si avvale di fondi già destinati ai Comuni per progetti di rigenerazione urbana». Il messaggio al governo è quindi chiaro: «Servono fondi nuovi, dedicati e vincolati, affinché non siano i Comuni a pagare il Piano Casa. Anche i tempi, la disponibilità e il rapporto tra le risorse e il numero di alloggi annunciato sono per noi fondamentali, è necessario verificarne la consistenza rispetto all’emergenza che le città stanno vivendo».

Gli assessori poi sottolineano che la misura di Palazzo Chigi «deve dare priorità all’Erp (edilizia residenziale pubblica) visti i numeri dei nuclei presenti nelle graduatorie e il bisogno in cui versa il patrimonio pubblico mai finanziato da anni», mentre viene definito «delicato è il capitolo relativo alle semplificazioni urbanistiche e ai poteri straordinari: interventi di questa natura devono evitare scorciatoie che rischiano di indebolire la pianificazione e la qualità urbana, oltre che aprire spazi a operazioni non coerenti con l’interesse pubblico». In sintesi, dagli amministratori locali «chiedono con urgenza che il Governo apra un confronto reale con le autonomie locali e riconosca il ruolo centrale dei Comuni nella definizione e nell’attuazione delle politiche per la casa».

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