nuovi treni ancora fermi ai box
La flotta cresce, ma sulle rotaie continuano a viaggiare i convogli di sempre. Nella notte tra il 19 e il 20 aprile, il deposito di Magliana Nuova ha accolto il quinto treno di nuova generazione destinato alla linea B della Metropolitana di Roma.
Il convoglio, ribattezzato “Diomede”, è uno dei 36 mezzi commissionati dal Campidoglio al gruppo Hitachi Rail per rinnovare una delle linee più critiche della Capitale.
Le consegne, almeno sulla carta, procedono senza intoppi: un treno al mese, secondo il calendario stabilito. Eppure, per i pendolari romani il cambiamento resta ancora invisibile. Le banchine continuano a riempirsi e i tempi di attesa restano elevati, mentre i nuovi convogli rimangono fermi nei depositi.
Il nodo dei collaudi
A rallentare l’entrata in servizio è la fase di verifica tecnica, affidata al fornitore. Un passaggio obbligato e delicato, che sta accumulando ritardi rispetto alle previsioni iniziali.
Per evitare interruzioni anticipate della linea, era stato predisposto un piano di test notturni: prove su due treni, a luci spente, per alcune ore, così da non interferire con il servizio quotidiano.
L’obiettivo era consegnare il primo convoglio ad ATAC già a metà marzo, avviando la fase di pre-esercizio, ovvero circa 5.000 chilometri di prova senza passeggeri.
Secondo il cronoprogramma originario, il via libera dell’ANSFISA avrebbe dovuto aprire la strada all’esordio in linea entro metà aprile. Ma la complessità dei test ha rallentato l’intero iter.
Slitta il debutto
La nuova finestra temporale per vedere in funzione il primo treno è ora fissata alla fine di giugno. Un obiettivo che l’amministrazione capitolina guarda con cautela, evitando annunci definitivi dopo i ritardi accumulati.
L’effetto domino atteso
Nonostante lo slittamento, c’è un elemento che lascia spazio a un moderato ottimismo. Una volta completata la certificazione del primo convoglio, il processo di autorizzazione per quelli successivi dovrebbe risultare più rapido.
Questo potrebbe consentire, nei mesi successivi, un’immissione progressiva dei nuovi treni e una graduale riduzione delle criticità sulla linea B.
L’obiettivo è innescare un effetto a catena capace di migliorare frequenze e qualità del servizio, mettendo finalmente a disposizione dei passeggeri una flotta all’altezza della domanda.
Per ora, però, il divario tra investimenti e percezione resta evidente: i treni nuovi ci sono, ma il loro ingresso in servizio continua a farsi attendere.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





