Marche

schiavo della cocaina, inizia il recupero


PESARO – Una storia di rinascita, di un percorso in cui il protagonista ha toccato il baratro della dipendenza da sostanza stupefacente ma che ora sta affrontando un cammino di recupero. Grazie anche al coraggio dei nonni che si sono messi una mano nel cuore, hanno preso una decisione dolorosa, ovvero quella di denunciarlo, ma che sta portando il giovane a reinserirsi. A fare da sfondo all’intera vicenda è, appunto, il vortice della dipendenza da sostanze stupefacenti, in particolare cocaina.

Come è cominciato

Senza lavoro e senza soldi, un 26enne pesarese chiedeva denaro in continuazione ai familiari. E quando era in crisi di astinenza, andava su tutte le furie per avere ciò che gli serviva per comprarsi la dose. Finchè è partita la denuncia, un atto di coraggio da parte dei nonni che volevano salvare il nipote dal baratro della dipendenza e del consumo della droga. Il giovane, durante la scorsa estate, era stato quindi raggiunto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai nonni e ad altri parenti per l’accusa di maltrattamenti. Un corto circuito tra astinenza e bisogno che lo portava a litigare e minacciare i parenti pur di avere un po’ di soldi da spendere subito in una dose. La situazione sembrava migliorata, tanto che per qualche settimana le crisi si erano affievolite. Dopo qualche settimana si è presentato di nuovo a casa dei nonni che lo hanno accolto per qualche giorno finché il mostro della droga è tornato prepotentemente a prendere possesso della sua volontà. E senza possibilità di negoziare un compromesso. L’astinenza ha spinto il giovane a chiedere nuovamente con insistenza del denaro ai suoi familiari. A ottobre scorso il tracollo perché il 26enne una sera era tornato alla carica e avrebbe anche brandito un coltello pur di ottenere i soldi. A quel punto stato un forte litigio e sono stati chiamati i carabinieri che avevano arrestato il ragazzo per aver violato il divieto di avvicinamento. La misura cautelare si era quindi aggravata e il giovane è finito nella casa circondariale di Villa Fastiggi per otto mesi, prima di essere rilasciato. Ieri mattina, il caso è finito davanti al Gup per la discussione del rito abbreviato. Il giovane è accusato di maltrattamenti, tentata estorsione e rapina, minaccia aggravata dall’uso del coltello.

Querela ritirata

I nonni nel frattempo hanno ritirato la denuncia ma il caso è andato avanti d’ufficio. Difeso dall’avvocato Andrea Monsagrati, il 26enne ha deciso di iniziare un percorso di recupero in una comunità che lo aiuterà a disintossicarsi dalla cocaina e riprendere in mano la sua vita senza dipendenze. Il giudice ha condannato il ragazzo a 2 anni e 8 mesi, in linea con la richiesta del pubblico ministero.




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