Liguria

Teatro Carlo Felice, salta il voto in Regione sul contributo straordinario per ripianare le perdite


Genova. Ancora tensione sui conti del Teatro Carlo Felice, che al momento registra 2,8 milioni di perdite per il 2025. Oggi avrebbe dovuto passare in consiglio regionale il disegno di legge presentato dalla giunta Bucci che riconosce alla Fondazione un contributo integrativo di un milione di euro per le attività svolte nel corso del 2025 citando esplicitamente tra queste “il Festival internazionale del balletto di Nervi”. Ma il provvedimento si è arenato in aula soprattutto per i dubbi sollevati dal centrosinistra (che in commissione si era astenuta) sulla formulazione del testo.

Sono molto deluso dalla sceneggiata di oggi – ha tuonato Bucci a margine del consiglio regionale -. Stiamo facendo una cosa molto importante richiesta dal consiglio d’amministrazione, dall’assemblea e dai revisori dei conti. Tra l’altro anche la sindaca Salis e l’assessore Montanari hanno detto più volte che volevano i 500mila euro del 2025. Ebbene, questo ostruzionismo non ci permette di votare oggi. E questo è veramente grave secondo me, è un oltraggio alla città di Genova, un oltraggio al Carlo Felice, un oltraggio a tutti quelli che invece vogliono risolvere i problemi anziché complicarli. Non è la prima volta in nove anni che subisco ostruzionismo, e poi il giorno dopo l’evento viene superato. Quindi io sono perfettamente fiducioso che porteremo tutto quanto in porto. Dispiace perché dietro sono tutte persone che lavorano e utilizzare il tempo in questo modo, essendo pagati con soldi pubblici, lascia un po’ di amaro in bocca“.

La seduta era convocata fino alle 18.00 e la discussione non si è esaurita in tempo per votare la legge, trattata in anticipo rispetto a quanto previsto nell’ordine del giorno. Alla fine – mentre la maggioranza stava già lasciando l’aula – l’opposizione ha chiesto formalmente di proseguire oltre il termine, ma il presidente Stefano Balleari, ricordando la conferenza dei capigruppo in cui era stata rifiutata una riduzione dei tempi degli interventi, ha sbottato contro la minoranza: “Se aveste voluto portare a casa risultato, non avreste fatto melina“. Parole che hanno fatto scoppiare la bagarre nell’aula di via Fieschi.

Le critiche del Pd sul riferimento ai balletti di Nervi

L’oggetto del contendere era il riferimento ai balletti di Nervi, su cui è già in corso da giorni una polemica tra Comune e Regione. Il consiglio di indirizzo – dove sono rappresentati entrambi gli enti – aveva deciso di non confermare l’edizione 2026 a causa della grave situazione finanziaria e delle troppe incognite in termini di costi e risorse, denunciando che all’appello mancavano proprio i 500mila euro promessi dalla Regione. Da qui la mossa della giunta Bucci, che ha deciso di impegnare il doppio delle risorse pattuite (per il 2025) ma con una chiara menzione del Festival che oggi viene messo in discussione.

Il Pd aveva presentato un emendamento chiedendo di togliere quel riferimento. Secondo i dem, citare i balletti di Nervi avrebbe determinato una “disparità di trattamento” tra i diversi oneri e creditori della Fondazione e avrebbe introdotto un “vincolo gestionale in sede di rendicontazione“. Problemi che avrebbe evidenziato anche il sovrintendente Michele Galli nell’audizione in commissione. Tra l’altro la perdita generata dal Festival sarebbe già coperta con impegni presi dal Comune di Genova, quindi le risorse della Regione servirebbero per colmare le altre perdite. Ma il correttivo non è stato nemmeno discusso in aula.

In ogni caso Bucci è stato categorico a margine della seduta: “Assolutamente no, quella frase non la togliamo, è quello che hanno chiesto la sindaca e l’assessore. Che si mettano d’accordo, sono totalmente scollegati e disallineati. Non vedo perché bisogna togliere la verità”. E poi rilancia: “Il Carlo Felice ha un buco nel 2025 e prima o poi qualcuno dovrà renderne conto. Io ho già chiesto in assemblea. Questo milione servirà a mitigare questo buco“.

Sullo sfondo c’è anche il fascicolo aperto in Procura a Genova dopo l’esposto della sindaca Salis, che è anche presidente del consiglio di indirizzo del Carlo Felice, e dell’attuale sovrintendente, Michele Galli, sulla passata gestione della fondazione. La procura indaga per falso in bilancio. Un esposto è stato depositato anche in Corte dei Conti.

Lo scambio di accuse tra maggioranza e opposizione

“Quello che è accaduto oggi in aula è surreale – commenta il gruppo Pd in Regione -. Prima è stato invertito l’ordine del giorno senza alcuna spiegazione, poi, nonostante la nostra disponibilità a garantire il numero legale e a proseguire i lavori, i consiglieri di maggioranza e della giunta hanno abbandonato l’aula. Evidentemente avevano impegni considerati più urgenti di un provvedimento che loro stessi avevano definito urgente. In questo clima di totale confusione, nessuno è stato in grado di chiarire la ratio dell’intervento, i criteri di programmazione e la logica con cui si è arrivati a questo disegno di legge, che fino a poco tempo fa neppure era presente nel dibattito. Eppure si chiedeva al Consiglio di votarlo in fretta, e noi saremmo stati disposti ad arrivare fino a notte inoltrata per farlo. Come Partito Democratico avevamo assicurato responsabilmente la nostra presenza e il numero legale, permettendo alla seduta di andare avanti nonostante le difficoltà della maggioranza. Abbiamo fatto la nostra parte, intervenendo nel merito e rendendoci disponibili a concludere i lavori. Quello che è mancato, invece, è stato il senso di responsabilità della maggioranza. Un fatto grave, che certifica tutta l’improvvisazione con cui viene gestito il Consiglio regionale e il totale disordine nella programmazione e gestione degli interventi”.

La maggioranza di centrodestra in una nota unitaria ribalta le accuse: “Oggi in consiglio regionale abbiamo assistito all’ennesimo tentativo di ostruzionismo da parte dell’opposizione nei confronti di un provvedimento fondamentale per l’aiuto di un’istituzione come il Teatro Carlo Felice che, cercando di far mancare il numero legale e dilungandosi negli interventi, ha di fatto impedito la prosecuzione dei lavori, rimandando l’approvazione della legge alla prossima seduta. Uno svilente atteggiamento dal carattere puramente politico a danno dei cittadini e del Teatro stesso. Pur di non ringraziare la giunta regionale per l’aiuto concreto dimostrato, la sinistra preferisce affossare il Carlo Felice rinunciando a fondi che garantirebbero tranquillità e sopravvivenza per il prosieguo dell’attività in calendario e del Festival Internazionale di Nervi. Spiace assistere a questa triste danza che ha come unico obiettivo ostacolare questo provvedimento, continuando a trovare banali scuse che vogliono solo escludere i balletti di Nervi dal disegno di legge. L’ennesima dimostrazione questa mattina durante la commissione. Il bluff per salvare la faccia si è materializzato al termine del Consiglio regionale con un goffo tentativo di far passare l’opposizione come salvatrice del Carlo Felice, dichiarando di voler a tutti costi votare il provvedimento fuori tempo massimo. Ci aspettiamo chiarezza: la sinistra dia una risposta ai cittadini e al mondo del teatro: volete salvare il Carlo Felice sì o no?




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