Nobel per la pace alla giudice Navi Pillay per il suo lavoro contro «i crimini di guerra»
Navanethem Navi Pillay, è stato spiegato durante la proclamazione, ha dimostrato «eccezionale coraggio e integrità» nel suo lavoro contro «i crimini di guerra».
«Se applaudite un pò più forte, forse dividerò il premio con Trump», lo ha detto scherzando Pillay. La reazione è stata colta dalla segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard a Norimberga e pubblicata sul X. Lo scorso anno la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado vinse il Premio Nobel per la Pace e consegnò a Donald Trump la sua medaglia poco dopo che gli Stati Uniti avevano estromesso l’allora presidente Nicolás Maduro. Si trattò di un gesto in gran parte simbolico: il Comitato per il Nobel ha infatti dichiarato che l’onorificenza in sé non è trasferibile.
Navi Pillay, è stato spiegato durante la proclamazione, ha dimostrato «eccezionale coraggio e integrità» nel suo lavoro contro «i crimini di guerra».
La Commissione per il Nobel «ha voluto dare un segnale importante a tutta l’umanità», conferendo il premio per la Pace a Navanethem «Navi» Pillay. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo alla Biennale dell’Economia cooperativa per i 140 anni di Legacoop. «Una magistrata, una giurista sudafricana, componente della Corte penale internazionale e anche della commissione d’inchiesta sui crimini commessi nel territorio palestinese».
Nata il 23 settembre 1941, ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. Sudafricana di origini indiane tamil, è stata la prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica. Ha inoltre prestato servizio come giudice della Corte penale internazionale e come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Nell’aprile 2015, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte.
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