Nicotera, la protesta dei nefropatici contro l’assenza di medici
«Sulla dialisi non si taglia: il servizio è un presidio salvavita essenziale. È responsabilità dell’Asp farsene carico affinché non venga mai meno il diritto fondamentale alle cure per chi lotta quotidianamente contro la malattia». È ferma la posizione dei pazienti nefropatici che, la scorsa settimana, hanno trovato chiuso il reparto di Dialisi dell’ospedale nicoterese a causa dell’assenza del nefrologo. Un’improvvisa interruzione del servizio che li ha costretti ad estenuanti trasferimenti verso Tropea. E anche se la Dialisi ha ripreso la sua piena attività, la rabbia di ammalati e famiglie è sfociata in mobilitazione.
Nella mattinata di ieri, l’atrio del nosocomio cittadino si è trasformato nel teatro di un presidio di protesta per ribadire che sulla salute dei più fragili non si scherza. Al loro fianco si sono schierati i vertici Aned, con il responsabile nazionale Pasquale Scarmozzino e la segretaria regionale Maria Larosa, insieme ai sindaci di Nicotera e Joppolo, Giuseppe Marasco e Giuseppe Dato e il responsabile alla sanità della Ddt, Domenico Pagano. «Nicotera non si tocca – afferma Scarmozzino -. Grazie ad Aned ancora sono rimasti i 37 centri dialisi che c’erano 20 anni fa, ma li faranno morire per l’assenza di infermieri e medici». Per la segretaria regionale il problema è stato solo tamponato.
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