Calabria

Inchiesta “Nemesis” nel Crotonese, il gup: «Il clan Tallarico non esiste». Cade la tesi di patto politico-mafioso

Da un lato c’è «l’assoluta insussistenza» della cosca Tallarico «per la mancanza di elementi probatori idonei a dimostrarne l’esistenza»; dall’altro l’esclusione del «patto» politico-mafioso tra l’ex sindaco di Casabona, Franco Seminario, e il presunto clan in occasione delle elezioni comunali del 3-4 ottobre 2021 vinte dall’ex primo cittadino. In 56 pagine, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Catanzaro, Mario Santoemma, smonta la tesi della Dda che con l’inchiesta “Nemesis” del 2024 si disse convinta di aver reciso i tentacoli che l’ipotizzata ‘ndrina Tallarico avrebbe allungato sul Municipio di Casabona per ottenere favori in cambio del sostegno elettorale dato a Seminario (le cui dimissioni in seguito all’arresto due anni fa, portarono al commissariamento dell’ente). Tesi contestata dall’ex sindaco.
Come si ricorderà, il 17 giugno scorso il processo di rito abbreviato è terminato con l’assoluzione dei sei imputati dall’accusa di aver organizzato e fatto parte del presunto clan che per il gup non esiste: Carlo Mario Tallarico, detto “Luigi u Sciubbu”, ritenuto dagli inquirenti il boss della contestata associazione mafiosa, Ludovico Tallarico, Sergio Tallarico, Daniele Tallarico, Cataldo Poerio e Giuseppe Pullerà. Mentre l’unica condanna è scattata per Carlo Mario Tallarico, a cui sono stati inflitti 2 anni e 8 mesi di carcere ma “solo” per essersi approvvigionato indebitamente dell’acqua dall’ex consorzio idrico Congesi per agevolare l’impresa “Edil Tallarico”.


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