Le giocate di Pafundi fanno sognare il Catanzaro
Non è nata una stella com’è successo poco meno di un anno fa con Alphadjo Cisse per il semplice motivo che Simone Pafundi lo conoscevano già tutti e tutti ne parlano da anni. L’attaccante ora al Milan si era presentato con una punizione da 30 metri infilata a giro sotto l’incrocio, un gol da predestinato nella doppietta alla Reggiana. Fin lì Cisse lo avevano apprezzato gli addetti ai lavori che seguivano il torneo Primavera e stava cominciando a stupire i tifosi del Catanzaro come ora sta facendo con quelli rossoneri, mezza Serie A e Roberto Mancini, ovviamente orientato a chiamarlo in nazionale nel prossimo giro di convocazioni.
Il Mancio, il Catanzaro e un talento evidente insieme alla data di nascita (2006) sono i punti in comune che Pafundi condivide per adesso con Cisse. Perché il ct azzurro l’aveva già portato con sé in nazionale quando il fantasista dell’Udinese di origini campane era ancora un teenager. Perché la classe di Simone è visibile in ogni sua giocata, con cui fa sembrare facili le cose più difficili. E perché ha scelto il Catanzaro come trampolino per la Serie A. La stessa decisione di Cisse, e non solo, nella scorsa stagione. Non a caso la risposta di Pafundi a chi gli ha chiesto se sente il peso delle responsabilità è stata chiara: «Lo sento da quando ho 15 anni, so che la gente si aspetta tanto da me, io però cerco di essere il più sereno possibile per dimostrare il mio valore».
Giusto qualche minuto prima aveva lanciato Iemmello per il gol decisivo nella vittoria sulla Carrarese, la prima in campionato dei giallorossi nella prima partita nel torneo del trequartista mancino. Che era mancato tantissimo a Gorgone nelle prime tre gare, saltate per l’infortunio di Ferragosto in Coppa Italia, durante l’incontro col Sudtirol nel quale aveva piazzato il primo gol in giallorosso. Contro la Carrarese Pafundi ha riproposto le sue enormi potenzialità: si è trovato alla perfezione con Iemmello («Con Pietro è tutto più semplice, ma si può sempre migliorare») e gli altri compagni, fornendo sei assist per un tiro compreso quello vincente; ha saltato l’avversario ogni volta che l’ha puntato, sia quando si è mosso centralmente che quando si è spostato sulla fascia, tanto da essere il giocatore che ha subito più falli in tutta la partita (tre, i dati sono quelli di Opta). Insomma, Pafundi è stato determinante, a tratti dominante, e forse c’entra la libertà che gli concede il 3-4-2-1 di Gorgone, che l’ha messo sul centrodestra della trequarti per sfruttarne il sinistro, il piede forte che l’accomuna all’altro 10 sbocciato a Catanzaro e ora in Serie A, Mattia Liberali. Rispetto all’anno scorso, quando Simone aveva provato a esplodere con la Samp (26 gare, un gol e tre assist), sembra tutta un’altra musica.
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