‘Ndrangheta, processo nuove leve di Cutro: 26 condanne e 7 assolti
Il giudice distrettuale dell’udienza preliminare di Catanzaro Fabiana Giacchetti ha inflitto 26 condanne e pronunciato 7 assoluzioni nel processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione Sahel con la quale il 20 settembre del 2024 la Direzione distrettuale antimafia aveva fatto luce sui nuovi assetti criminali a Cutro e nel territorio crotonese. Nuovi assetti che si andavano delineando all’indomani dell’uscita di scena del potente boss Nicolino Grande Aracri che proprio in quei giorni aveva annunciato la sua volontà di collaborare con la giustizia.
Un ‘pentimento’ che però era stato smascherato questi subito dai pm della Dda che avevano interrogato il boss. Nel frattempo gli inquirenti avevano registrato l’ascesa di un gruppo criminale al cui vertice ci sarebbe stato Vito Martino, esponente di spicco della cosca Grande Aracri. Dal carcere dove si trova tuttora detenuto Martino avrebbe deciso di riorganizzare il clan impartendo direttive alla moglie e ai figli che avrebbero assunto le redini del sodalizio.
Il nuovo gruppo criminale avrebbe gestito le estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti del territorio e incamerato i proventi del traffico di droga, ma sarebbe stato attivo anche nel territorio di Catanzaro dove il clan avrebbe goduto anche dei favori di una talpa in Procura. Le pene più alte, a 20 anni di carcere, sono state inflitte a tre componenti della famiglia Muto, a Carlo Verni e Rosario Parrotta. Sia Vito Martino che la moglie Veneranda Verni e i loro figli hanno invece scelto di essere processati con il rito orinario.
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