Trentino Alto Adige/Suedtirol

Volevo capire l’Economia della Notte

“Sindaco, non ho capito dove vogliate andare a parare con l’Economia della Notte. Non ho capito bene cosa farete e non ho capito nemmeno bene come si possa pensare di convincere un negoziante che lavora da solo a tenere aperto sino alle ore 23.00 dopo una giornata intera alla cassa”.

Con Claudio Corrarati abbiamo deciso per un rapporto diretto, senza tanti fronzoli, senza risparmiarsi nulla a patto che il confronto, anche franco, sia sempre costruttivo. Bene, io l’Economia della Notte proprio non l’ho capita e ho voluta farmela spiegare bene occhi negli occhi seduti al divano del suo ufficio. Con questo dialogo che, spero, possa tornare utile a tutti quelli che, come me, hanno voglia di capirne di più e farsi un’idea più precisa.

👨‍💼 (Sindaco Claudio Corrarati) “Dobbiamo rovesciare il pensiero: non dobbiamo pensare al commerciante che tiene aperto solo perché c’è l’evento. Quello lo sappiamo anche noi che è difficile da far funzionare. Dobbiamo pensare a una città che cambia i propri ritmi e le proprie offerte in modo tale che per il commerciante diventi più conveniente tenere aperto dalle 18 alle 23 piuttosto che dalle 14 alle 17 quando tutti lavorano”

👨‍💻 (Alan Conti) “Non è una cosa più da città spagnola che da Bolzano?”

👨‍💼“È un cambio di mentalità che va introdotto progressivamente, passo per passo. Non è impossibile. Ci sono città non spagnole che hanno registrato incrementi notevoli nell’economia reale optando proprio per queste politiche. È certamente un lavoro che va fatto sulla cultura e sulle abitudini ma è anche coerente con il mondo che sta cambiando”

🧑‍💻 “Una società che cerca più spazio e comunità….”

👨‍💼“Sì ma anche più margine per vivere. Perché una persona che lavora dalle 9 alle 18 deve essere costretto ad andare a fare compere o sbrigare alcuni servizi al sabato quando potrebbe fare altro? Perché non può cenare e poi magari andare a farsi mettere a posto la bicicletta durante i giorni feriali? Magari rivolgendosi a quel biciclettaio che ha aperto alle 17 perché tanto sa che fino a quell’ora è poco utile stare aperti se la gente è al lavoro? Finché il commercio di vicinato (e non solo) avrà orari perfettamente sovrapposti a quelli di uffici e aziende giocoforza avrà una porzione di clientela potenziale preclusa. E giocoforza sabato (e domenica) diventano spazi di tempo dove rincorrere commissioni e spese. Ma occhio che vale anche per i servizi”

🧑‍💻 “Messa così io mi immagino e mi aspetto di poter prendere appuntamento dal dentista per una igiene il martedì alle ore 20.30?”

👨‍💼“Sembra impensabile perché non è nelle abitudini ma se ci fermiamo a pensarci bene perché deve essere impossibile? È così improponibile pensare che per qualcuno ricevere alle 20.30 rispetto alle 15 possa essere fruttuoso? Che non possa essere più facile intercettare pazienti che altrimenti devono prendere permesso al lavoro e disporre di più carte nel mazzo per cercare nuovi spazi di business e crescita?  Se da qualche parte inizia a passare questo concetto allora la ruota inizia a girare anche in un altro verso. Comincia a diventare possibile pensare di istinto che ci sia più di qualche servizio aperto anche dopo cena. E magari i cittadini inizieranno a cercarlo e premiarlo. Di sicuro se alcuni di loro iniziano a uscire di casa anche a quell’ora mettono in moto una nuova abitudine. Se iniziamo ad impegnarci assieme perché uno diventi dieci e poi cento allora partiamo dal creare una nuova domanda da porre a una nuova offerta. Non l’inverso”

🧑‍💻 “In quest’ottica gli eventi di richiamo come i concerti, gli appuntamenti culturali, sportivi o gli spettacoli diventano meno centrali?”

👨‍💼“Lo sappiamo anche noi che tendenzialmente lo spettatore di un concerto in piazza Matteotti va in piazza Matteotti a vedere il concerto ed è difficile faccia anche shopping nei negozi limitrofi nel tempo rimanente. Se però l’evento serale diventa un tassello in più in uno scenario di negozi aperti, servizi disponibili, infrastrutture adeguate e trasporti fruibili allora questi appuntamenti si inseriranno in una città che si muove all’unisono in orari dove prima era immobile. È questo insieme di fattori che porta queste fasce orarie ad essere più appetibili rispetto al passato ma anche, se vogliamo, rispetto al primo pomeriggio”

🧑‍💻 “Bolzano è tradizionalmente città abbastanza anziana e del abbastanza poco abituata e tollerante verso la nightlife rispetto ad altre realtà. Non è una lotta contro i mulini a vento?”

👨‍💼“No perché intanto sta cambiando anche Bolzano rispetto al passato. Dico ancora no perché le abitudini si possono cambiare passo dopo passo. E un alto no lo dico  perché i più propositivi ai tavoli di lavoro nel lanciare attività per le ore serali sono stati proprio gli anziani. Non creda che quella fascia d’età non abbiano voglia di vivere la sera trincerandosi in casa e lamentandosi solo del rumore. Hanno solo giustamente voglia di farlo con l’offerta che interessa loro. In quest’ottica l’esempio che faccio spesso della partita a bocce alle 21 in piazza Matteotti ha senso. L’Economia della Notte non è solo deejay, musica o sport. È un insieme di esigenze soddisfatte che si muove e trascina fuori da casa

🧑‍💻 “Alle Notti Bianche di Firmian e piazza Matteotti attendiamo i primi feedback?”

👨‍💼“Sì ma con la testa. Nel senso, se ci aspettiamo che di colpo tutti i negozi siano aperti e pieni di gente probabilmente non saremo soddisfatti. Se, però, iniziamo a percepire la voglia e il piacere di vivere il proprio quartiere anche a quelle ore e tutto questo si incastrerà con qualche piccolo servizio in più disponibile che di solito alla sera non si trovava allora saremo

nella direzione giusta. Lo ripeto: non aspettiamoci qualcosa dall’oggi al domani ma voglio che sia qualcosa che domani ha percorso un centimetro in più rispetto di oggi. Attenzione perché stiamo anche andando a creare un mercato che prima non c’era: molto interessante per chi è sveglio dal punto di vista del marketing, della comunicazione e del posizionamento”

🧑‍💻 “Posso dirle un’altra cosa?”

👨‍💼“Prego”

🧑‍💻 “Non è che sono stati attivati l’Universitá, un sondaggio popolare e nove tavoli tematici per scoprire l’acqua calda? Tipo che i giovani hanno bisogno di spazio e che c’è voglia di musica ed eventi?”

👨‍💼“No. Certo, emergono bisogni ovvi che conosciamo da anni perché sono reali ed esistono. Ci sono, però, anche nuovi angoli di lettura che stimolano molto”

🧑‍💻 “Per esempio?”

👨‍💼“Oltre agli anziani molto propositivi come le spiegavo prima mi vengono in mente due aspetti singolari: il primo è una richiesta enorme di tornare a vivere le comunità dei propri quartieri e dei propri cortili. Non pensavo che così tanti bolzanini avessero il desiderio di tornare a vivere gli spazi sotto casa insieme, sentendosi parte di qualcosa. Sì chiedono perché questo non avvenga nonostante il bisogno comune. Noi cerchiamo di dare una risposta e creare quel contesto. Il secondo aspetto è il Talvera”

🧑‍💻 “Il Talvera?”

👨‍💼“Il Talvera sì. C’è una voglia enorme di riuscire a farlo vivere anche dopo che è calato il sole. Oggi effettivamente non c’è molto di attrattivo alla sera. Qualcosa faceva e fa il piazzale delle Feste ma io voglio immaginare e organizzare molto di più. Mi passi il paragone ma abbiamo un enorme e bellissimo spazio verde centrale che è come un Central Park. Dobbiamo farci ispirare da quello per creare momenti e attrazioni che consentano di accenderlo e viverlo anche di notte. Non è impossibile. È anche questo parte di un più ampio e organico sistema sinergico”

🧑‍💻 “Quindi l’idea è cambiare un poco la testa e le abitudini dei bolzanini creando le condizioni perché questo avvenga con graduale naturalezza?”

👨‍💼”Sì ma con la voglia di provarci tutti assieme perché tutti abbiamo qualcosa di bello da guadagnarci”.

✍️ Alan Conti 







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