Liguria

Ha ucciso con un pugno il compagno di stanza, disposta la perizia psichiatrica


Genova. Sarà una consulenza psichiatrica, affidata dalla pm Silvia Saracino al medico legale Pietro Ciliberti a stabilire se G.S., l’uomo di 63 anni che una settimana fa ha sferrato un pugno in faccia al suo compagno di stanza in una struttura psichiatrica provocandone la morte è totalmente incapace di intendere e di volere e quindi non imputabile, oppure potrà essere giudicato per omicidio preterintenzionale.

Nel frattempo il gip Matteo Buffoni, all’esito dell’udienza di convalida dell’arresto, ha disposto per lui la misura cautelare nel centro clinico del carcere di Marassi. L’uomo, difeso dall’avvocato Federico Figari, era già stato dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti in famiglia.

E’ affetto da un disturbo pipolare e anche nelle precedenti cliniche dove era stato ricoverato aveva avuto comportamenti oppositivi e aggressivi, ma mai con esiti gravi. Invece il 79enne, con cui aveva litigato dopo aver rovistato  nel suo cassetto, era stato colpito all’arcata sopraccigliare.

Non sembrava grave, tanto che all’infermiere sopraggiunto nella stanza, aveva raccontato il motivo della lite, ma nel giro di poco tempo si era aggravato a causa di un’emorragia cerebrale, forse accelerata dai farmaci anticoagulanti che assumeva.

G.S. era stato arrestato il giorno dopo mentre era stato portato al Villa Scassi perché i responsabili della struttura, dove era stato trasferito da soli tre giorni, lo avevano fatto portare in ambulanza per richiedere un tso.




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