Calabria

Naufragio di Cutro, «l’exit strategy» cercata da un ufficiale e da un imputato

«Exit strategy». È quella che avrebbero cercato un ufficiale ed uno dei 6 imputati del processo sul naufragio del 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro che costò la vita a 94 migranti, per far fronte alle indagini condotte dai carabinieri di Crotone sui mancati soccorsi al caicco “Summer Love”.

Lo scambio di messaggi vocali il 3 marzo 2023

È quanto emerge da uno scambio di messaggi vocali che il 3 marzo 2023 ci fu tra un militare e Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto, oggi sotto accusa al Tribunale di Crotone per le presunte omissioni nel salvataggio dei profughi. Gli audio, finiti agli atti del giudizio, sono stati trasmessi ieri sera dal programma “Il cavallo e la torre” di Marco Damilano su Rai3. «Nick – dice il militare a Vardaro – ho parlato con Alberto Lippolis (altro imputato, ndc) della questione del naufragio. Mi suggeriva di iniziare a pensare una exit strategy, un brainstorming in modo poi da essere pronti a confermarlo su due punti».
Ovvero: «Sul perché – prosegue – dopo l’allarme dato dall’Eagle di Frontex alle 23.30 il nostro mezzo navale d’altura è uscito soltanti alle 2.30. E poi sul perché – pur avendo mezzi a terra, aerei, elicotteri – non è stato mandato un mezzo ad ala rotante almeno a monitorare dall’alto il target in attesa che si avvicinasse alle 12 miglia». E ancora: «Mi chiedeva in chiave preventiva – aggiunge l’ufficiale – “cominciate a fare un brainstorming su queste due ipotesi perché poi quelli andranno a guardare tutto”».

Il tentativo dei militari di concordare su un’unica versione

Così Vardaro: «A caldo ti dico che il Pv6 non l’ho fatto uscire subito perché il calcolo cinematico di avvicinamento del target alle acque territoriali era stimato per le 3.30 quindi, di conseguenza l’ho fatto uscire alle 2.30 perché in un’ora di navigazione avrebbe potuto raggiungere il target per intercettarlo poco prima delle acque territoriali». E per la parte aerea: «L’unico mezzo che avevamo era l’elicottero – la spiegazione da fornire – ma l’aeroporto di Grottaglie di notte è chiuso e l’equipaggio non c’era». In pratica, dal dialogo verrebbe fuori il tentativo dei militari di concordare su un’unica versione per spiegare i motivi per cui il natante non venne soccorso dopo la segnalazione di Frontex.
Oltre a Vardaro e Lippolis, sono imputati anche i finanzieri Giuseppe Grillo e Antonino Lopresti e i militari della Guardia costiera Nicola Nania e Francesca Perfido.


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