Abruzzo

Morte Andrea Prospero, in aula la testimonianza della sorella Anna: “Voleva finire l’università”


Si è aperto ufficialmente oggi, 22 aprile, il processo in Corte d’assise a Perugia al diciannovenne romano accusato di aiuto o istigazione al suicidio per la morte di Andrea Prospero, lo studente di Lanciano trovato senza vita nel gennaio del 2025 in un bed and breakfast del centro storico del capoluogo umbro.

Presente in aula il giovane romano che, secondo l’accusa, avrebbe rafforzato il proposito di Prospero di farla finita incitandolo via chat ad ingerire il mix letale di farmaci che lo ha stroncato a soli diciannove anni. Nei mesi scorsi i tentativi di patteggiamento tra difesa, Procura e parti civili, non sono andati a buon fine.

Respinte le eccezioni sulla costituzione dei familiari di Prospero come parte civile, la corte presieduta dal giudice Angela Avila ha ascoltato gli agenti di polizia giudiziaria che hanno condotto le ricerche di Andrea Prospero, dopo la denuncia presentata dalla sorella gemella Anna il 24 gennaio 2025, e poi i rilievi nel monolocale di via Del Prospetto dove la giovane matricola di Informatica venne trovato morto il 29 gennaio.

Poi è toccato ai familiari testimoniare. “Andrea era un ragazzo timido e introverso ma non ha mai dato segnali di preoccupazione o cambiamenti di carattere. Era molto tranquillo ed eravamo felici di essere venuti qui a Perugia a studiare”: come riporta l’Ansa, Anna ha descritto così il fratello gemello, rispondendo alle domande del pubblico ministero Annamaria Greco.

“Spesso uscivamo insieme – ha aggiunto la ragazza – e frequentava molto i miei amici con il quali si era creato un gruppo. Era un grande tifoso della Roma e non si perdeva una partita. Quando uscivo io usciva anche lui, da solo non si muoveva mai, al massimo con un amico. Era felice e passava le giornate mai da solo. Il suo obiettivo era continuare e finire l’università insieme a me. Non mi ha mai manifestato intenti suicidi o problemi relativi all’università. L’unica cosa che gli dava fastidio era l’apparecchio ai denti che portava e i brufoli che aveva. So che a capo di tutta questa situazione sicuramente ci sarà qualcosa che sarà difficile spiegare. Sarà una lunga storia”, ha detto ancora Anna. La prossima udienza si terrà il 30 aprile.


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