Piemonte

Torino rende omaggio a Sandro Fiorio, imprenditore e protagonista della Resistenza.

La balconata di via San Donato, situata di fronte ai civici 70-88, è stata intitolata questa mattina alla memoria di Sandro Fiorio, un imprenditore che ha fortemente impegnato la sua vita e la sua azienda nella lotta partigiana e per la liberazione dell’Italia dal fascismo.

La vita di Sandro Florio e l’impegno durante la guerra

Sandro Fiorio era nato a Torino nel 1911 da una famiglia di solide tradizioni imprenditoriali. Compiuti gli studi al Politecnico e svolto il servizio militare, allo scoppio della guerra era stato richiamato come ufficiale di complemento di artiglieria alpina e destinato sul fronte occidentale. Ma alla morte dello zio paterno, ha dovuto tornare a vestire abiti civili per occuparsi dell’azienda familiare, la Conceria Fiorio.

La Conceria Fiorio, cuore della Resistenza

L’ampio fabbricato di via Durandi in cui aveva sede l’azienda costituì, durante la Resistenza, uno dei centri più importanti dell’attività clandestina del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) piemontese, non solo come luogo di riunione, ma come sicuro punto di recapito di materiali e denaro e vi si svolgevano attività per la stampa e la diffusione del giornale del CLN.

L’ingegner Fiorio, liberale di fedeltà sabauda, collaborò sin dai primi mesi con il CLN regionale, entrando in contatto con il giurista Paolo Greco, che lo diresse fino alla liberazione. Fece parte del Comitato per l’approvvigionamento e partecipò al recupero di una cospicua parte dei fondi della IV armata, che verranno nascosti nello stabilimento per servire al finanziamento della resistenza piemontese per tutto il primo periodo.

Dal mese di agosto 1944 la Conceria ospitò una radio trasmittente della missione Glass e Cross (dai nomi di battaglia del conte Enrico Marone Cinzano e dell’avvocato Giulio Colombo) che operava in Italia e in Svizzera in contatto con l’OSS (il servizio segreto americano): passarono attraverso la conceria anche i finanziamenti al CLN forniti dagli alleati.

Nel febbraio 1945 vi operarono due missioni alleate, la Stella del capitano Giuliani, appoggiata dagli inglesi, e la missione americana guidata dal cecoslovacco Panek. Alla fine di marzo i locali furono teatro di un rilevante avvenimento politico, le riunioni del CLN con il Sottosegretario alle Terre occupate Aldobrando Medici Tornanquinci, paracadutato nelle Langhe dal governo di Roma e giunto poi a Torino, in vista delle fasi insurrezionali e degli assetti istituzionali del dopo Liberazione.

La memoria e la cerimonia

A testimonianza di questa storia, resta la lapide commemorativa inaugurata il 25 aprile 1946 nella conceria Fiorio, in zona Martinetto:

“Qui fra dirigenti e operai, cospiranti allo stesso ideale, battè il cuore dell’insurrezione piemontese e di qui gli uomini più generosi si avviarono alla lotta, al sacrificio, alla libertà”.

Sono intervenuti alla cerimonia Alberto Re, presidente della Circoscrizione 4, Elide Tisi, presidente dell’Associazione Consiglieri Emeriti, e Maria Grazia Grippo, oltre alla partecipazione di Cristiano Fiorio, nipote dell’ingegnere.

Al termine della cerimonia, nella sala polifunzionale della Piazza dei Mestieri in via Durandi 13, l’avvocato Riccardo Rossotto ha presentato il documentario intitolato “La Conceria Fiorio, una storia poco conosciuta”, diretto da Alberto Amisano e Marino Bronzino, iniziativa realizzata da Piazza dei Mestieri, con la collaborazione, tra gli altri, di Città di Torino e Presidenza del Consiglio Comunale di Torino.


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