Friuli Venezia Giulia

Cappello alpino ai volontari, è bufera: bastava il berretto norvegese

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. È polemica nel mondo degli Alpini dopo la consegna del cappello con la penna nera a 180 volontari impegnati nei servizi per Milano Cortina 2026. Il gesto, avvenuto sabato scorso durante la cerimonia di ringraziamento di Verona, ha acceso il dibattito tra chi difende il riconoscimento e chi lo considera fuori luogo per chi non ha svolto il servizio militare.

Tra le voci critiche quella di Antonino Pascolo, capogruppo degli Alpini Udine sud: “Un cappello alpino va pensato bene prima di donarlo a ragazzi in gamba ma che non hanno mai fatto la naja e i tre mesi previsti per poterlo indossare. Sono amareggiato”.

Pascolo sottolinea anche l’esistenza di uno strumento già previsto dal regolamento: “I giovani hanno sempre la possibilità di avere il berretto norvegese dopo che diventano amici degli alpini. Questo berretto lo si dà per premiarli per il loro lavoro e la loro presenza nei nostri gruppi. Basterebbe quello, così potrebbero sfilare con noi”.

Ogni copricapo con la penna nera è segnato da un passato personale. “Io ero alla GoI Pantanali nel 1976, l’anno del terremoto. Il comandante della Julia donò un cappello alpino a ufficiali e sottufficiali. Il mio ha 50 anni e lo porto tutt’ora. Tutti i cappelli degli alpini hanno una storia”.


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