Emilia Romagna

Il generico è un farmaco di qualità


Il ticket sui farmaci introdotto nel 2025 ha fruttato nelle casse della Regione Emilia-Romagna 32 milioni di euro nel periodo maggio-dicembre. A fronte di una spesa di 63 milioni per farmaci scaduti di brevetto. La mozione, discussa questo pomeriggio in commissione a Ravenna, di Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna che chiede di “sgravare dai ticket sui farmaci i pazienti più fragili con redditi medio-bassi”, porta sul piatto anche il tema della “diffidenza” dei cittadini verso i farmaci equivalenti. Un tasto su cui l’Ausl Romagna chiede di insistere, dato che il generico è “un farmaco di qualità”. Invece, il cittadino che avrebbe l’esenzione così si fa carico della differenza di costo.

L’assessora alla Sanità Roberta Mazzoni ricorda che il rapporto tra Pil e spesa sanitaria andrà sotto il 6% e “in considerazione del sottofinanziamento la Regione ha adottato la manovra sui ticket per mantenere gli attuali livelli assistenziali”. La spesa farmaceutica, continua, è stimata in aumento di oltre il 6%, “legato non al generico o al brand, ma al costo di alcuni farmaci innovativi che incidono molto sulla spesa generale del sistema. Nessuno è disposto a rinunciarvi e per mantenere quel sistema di garanzie- conclude- viene chiesto un contributo a chi non è portatore di malattia croniche e tenendo conto del reddito”. A proposito di esenzioni, come precisano i tecnici dell’Ausl Romagna Fabio Pieraccini e Monica Mussoni, sono esenti dal ticket farmaci, tra gli altri, i cittadini con patologia cronica, i bambini fino a sei anni, gli over 65 con reddito inferiore a 36.000 euro circa, i disoccupati con reddito familiare sotto gli 8.200 euro, i titolari di assegno sociale e quelli di pensione minima con reddito inferiore a 8.200 euro.

Dati alla mano dunque, su oltre 1,1 milioni di assistiti dall’Ausl Romagna, di cui 295.000 over 65 e 821.000 under 65, il 42% ha almeno un’esenzione attiva, il 79% degli over 65 e il 29% degli under 65. Gli assistiti con esenzione per patologia e malattia rara sono circa 297.000, oltre 100.000 in provincia di Ravenna, circa un terzo dei residenti, 97.000 in quella di Forlì-Cesena e 86.000 in quella di Rimini. Sono dunque tutelate, sottolineano i tecnici di Ausl Romagna, le fasce di popolazione più fragili. Con la salvaguardia della cronicità e l’esenzione per chi è in difficoltà economica.

Il ticket è presente in 12 regioni ed è stato introdotto per la tenuta del sistema sanitario regionale, aggiungono: l’evoluzione della ricerca è “la causa principale della pressione economica”, con farmaci innovativi ad alto costo. La manovra serve dunque per garantire la tenuta del sistema e l’accesso a cure innovative, e inoltre “si responsabilizzano i cittadini”.

Per Ancisi l’introduzione dei ticket su farmaci e Pronto soccorso è “illegittima” in quanto prevista con una delibera e non una legge regionale. E, dice, punisce le fasce di ceto medio-basso. “Molte famiglie continuano a dire che non ce la fanno e non credo se lo inventino”, conclude il civico che porterà la mozione in consiglio comunale modificata per cercare un accordo. A Renato Esposito di Fratelli d’Italia viene il dubbio che gli equivalenti siano come i farmaci di marca. La collega Anna Greco chiede invece una spending review sulla spesa di 36 milioni di euro all’anno per gli extracomunitari, “sono davvero tanti”. Mentre Veronica Verlicchi della Pigna segnala l’esistenza di alcuni farmaci di marca vitali in fascia C. (fonte: Dire)


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