Mediobanca, accordo sull’uscita di Nagel e Vinci: 5 milioni a testa
Milano – Nella serata di venerdì 5 dicembre si è saputo, attraverso un comunicato ufficiale, che Mediobanca ha sottoscritto due accordi per la risoluzione, con decorrenza dal 4 dicembre, dei rapporti di lavoro subordinato di Alberto Nagel, già amministratore delegato, e Francesco Saverio Vinci, direttore generale, secondo i termini approvati dal cda di Piazzetta Cuccia del primo dicembre scorso. In base agli accordi, è spiegato nella nota, a Nagel e Vinci vengono corrisposti un totale di 5 milioni a testa. Restano invariati i diritti retributivi già maturati nell’ambito ed in esecuzione dei regolamenti dei pregressi piani di incentivazione di breve e di medio-lungo termine, nelle modalità e condizioni previste.


Nel dettaglio ad Alberto Nagel è stato riconosciuto, alla cessazione del rapporto di lavoro, l’importo di 4.300.000 euro lordi (entro il limite corrispondente al costo del preavviso, incluso il corrispettivo per le rinunce connesse al rapporto di lavoro e alle cariche sociali); a vinci 4.625.000 euro (entro il limite corrispondente al costo del preavviso, incluse le rinunce connesse al rapporto di lavoro e alle cariche sociali). Inoltre, è previsto il riconoscimento dell’importo di 700.000 lordi per impegni di non concorrenza, non sollecitazione e non storno differenziati per un periodo fra i sei e i dodici mesi successivi alla data di cessazione e da riconoscere al termine del periodo massimo per Nagel. Per Vinci è previsto il riconoscimento dell’importo di 375.000 euro lordi per impegni di non concorrenza, non sollecitazione e non storno per un periodo di tre mesi successivi alla data di cessazione e da riconoscere al termine del periodo stesso.
IL CASO
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Sempre nella serata di venerdì 5 dicembre il cda di Monte dei Paschi di Siena ha rinnovato la fiducia all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, indagato nell’inchiesta della procura di Milano sulla scalata a Mediobanca. Il cda, riporta una nota, “ha rinnovato all’unanimità piena fiducia all’ad confermando i requisiti di correttezza, ai sensi delle disposizioni previste dagli articoli 4 e 5 del dm 169/2020 e degli orientamenti Bce relativi agli esponenti bancari”.
In merito al processo di aggregazione di Mps con Mediobanca, il cda “sottolinea che l’attività dei gruppi di lavoro, che coinvolgono le risorse professionali di entrambe le banche, prosegue a pieno regime, con l’obiettivo di realizzare in tempi brevi le sinergie industriali e di accelerare la crescita e la creazione di valore”.
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