Conto termico, il ministero dell’Ambiente taglia i contributi per i privati
La ripartizione delle risorse del Conto termico cambia. Più precisamente, 50 milioni di euro vengono spostati dal plafond dedicato a privati e imprese a quello riservato alla pubblica amministrazione. È l’effetto del decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026 del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, appena pubblicato. A poche ore dalla riattivazione del portale per la richiesta dei contributi da parte del Gestore dei servizi energetici (Gse), arrivano diversi interventi funzionali alla ripartenza dell’incentivo, come i dettagli sulla proroga dei termini per le istanze di accesso diretto.
50 milioni da privati a Pa
Il primo cambiamento, portato proprio dal provvedimento del Mase, è la rimodulazione dei limiti di spesa annua cumulata per gli incentivi del Conto termico per il 2026. A questo proposito, bisogna ricordare che finora la ripartizione dei 900 milioni prevedeva che 500 milioni fossero riservati a privati e imprese e 400 milioni alla Pa. Questa divisione cambia: si passa a 450 milioni per ciascun contenitore. Quindi, 50 milioni transitano dai privati alla Pa.
I motivi di questa scelta sono indicati nelle premesse del decreto. Qui il Mase spiega che «l’analisi dei flussi di domande evidenzia una maggiore saturazione della quota destinata alle pubbliche amministrazioni». Sono, infatti, proprio le richieste arrivate dai Comuni con il meccanismo della prenotazione (disponibile per lavori ancora da avviare) ad avere portato al blocco del portale. Per questo motivo la prenotazione è stata già bloccata (resta solo la modalità in accesso diretto, per lavori già conclusi) e adesso arriva anche questa rimodulazione delle risorse.
Accesso diretto
Una seconda novità riguarda proprio l’accesso diretto ai contributi. In questo caso, per ottenere i fondi è possibile presentare la richiesta entro 90 giorni dalla chiusura dei lavori. Durante il mese abbondante di chiusura del portale, iniziata il 3 marzo e conclusa con la riapertura del 12 aprile, molti lavori hanno perso la loro finestra di accesso alle risorse. Per sanare queste situazioni, una Faq sul sito del Gse comunica i dettagli della riapertura dei termini.
Riguarderà tutte le richieste di ammissione al Conto termico «per le quali il termine dei 90 giorni dalla data di fine lavori ricade nel periodo di sospensione del portale». In questi casi, «è prevista una proroga di 40 giorni per la presentazione della domanda». Ma non solo. La Faq adotta un approccio di massima apertura e spiega che «la proroga si applica altresì alle richieste di ammissione con data di fine lavori compresa tra il 25 dicembre 2025 e il 12 aprile 2026». Per queste richieste, in fase di presentazione della domanda, «dovrà essere indicata come “data di conclusione dell’intervento” la data di presentazione della domanda, esclusivamente al fine di consentire l’invio dell’istanza a seguito della sospensione temporanea del portale».
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