Umbria

Medici di famiglia, il caso San Giustino 550


Ci sono 550 umbri, tutti residenti nello stesso comune, che al momento non hanno un medico di medicina generale (ex medico di famiglia) dopo il pensionamento del professionista. Non si tratta di una questione puramente temporanea, come sarebbe normale dopo determinati cambi generazionali lavorativi. La copertura sanitaria di questo servizio fondamentale – della sanità pubblica – è fortemente in crisi in alcuni territori montani, nelle aree interne e persino in comunità come quella di San Giustino, che rappresenta un comune medio in un’area strategica e ricca come quella dell’Altotevere. Una situazione difficile che vede l’Usl Umbria 1 impegnata in prima linea da mesi per cercare sostituti con bandi, alzando i livelli di assistiti per ogni medico (siamo arrivati a 1.800), mettendo in campo operatori sanitari di altri servizi e persino andando oltre i confini; medici di altre città potrebbero infatti accogliere cittadini e famiglie di quei territori sguarniti. Tutto questo si potrebbe arginare con nuove nomine, ma i bandi sono andati deserti: nessuna richiesta.

“Accertata l’impossibilità di garantire il riassorbimento dei 1.283 assistiti del medico cessante – si legge nella nota dell’Usl Umbria 1 – mediante la sola disponibilità residua dei medici operanti nel Comune di San Giustino, il Distretto ha tempestivamente avviato tutte le iniziative previste dall’Acn, disponendo: la richiesta di incremento dei massimali dei medici del Ruolo Unico di Assistenza Primaria a ciclo di scelta operanti nel Comune; la pubblicazione di un incarico temporaneo nelle more dell’individuazione di un medico avente titolo. Tuttavia, la procedura per il conferimento dell’incarico temporaneo non ha consentito di individuare alcun medico disponibile ad assumere l’incarico nel Comune di San Giustino, confermando una criticità che non riguarda il solo territorio locale, ma il più ampio contesto nazionale. Grazie alle misure organizzative adottate dall’Azienda, una quota significativa degli assistiti ha già provveduto a effettuare una nuova scelta del medico di medicina generale nell’ambito del Comune di San Giustino. Permangono, inoltre, ulteriori disponibilità presso i medici operanti nel medesimo territorio comunale e, per gli assistiti che non hanno ancora effettuato la scelta (ad oggi sono 564), è stata assicurata la possibilità di individuare un medico sia tra le residue disponibilità dei professionisti operanti nell’Aft di San Giustino, sia presso i medici del limitrofo Comune di Città di Castello, garantendo così la continuità dell’assistenza primaria.”

La situazione del Comune di San Giustino si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato dalla crescente difficoltà di reperire medici di medicina generale, fenomeno che interessa numerosi territori del Paese. “L’Usl Umbria 1 continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, mantenendo un costante confronto con la Regione Umbria, il Comune di San Giustino, il Comitato aziendale della Medicina generale e i professionisti del territorio, con l’obiettivo di individuare ogni possibile soluzione utile a rafforzare l’assistenza di prossimità e garantire ai cittadini di San Giustino un’assistenza primaria continua, efficace e di qualità, con particolare attenzione ai più fragili”.

Dal report dell’Usl Umbria 1 si evince che, oltre a San Giustino, ci sono forti criticità in una fascia di montagna che comprende 4 comuni tra i mille e 2.800 abitanti, quella dell’Alto Chiaschio, dove è stato attuato un monitoraggio a causa della carenza strutturale legata al pensionamento della vecchia guardia medica. Per superare questa difficoltà sono stati pubblicati bandi per incarichi provvisori a tempo determinato e mobilità dai centri maggiori.


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