Toscana

Demos: Arezzo punti sulla cultura


Le piccole biblioteche di quartiere come presidio culturale e di partecipazione, ma anche una proposta per valorizzare l’identità storica di Arezzo con un Etrusco Festival al posto dell’attuale Celtic Festival. Sono i temi al centro dell’intervento di Giuseppe Giorgi, a nome di Demos – Osservatorio dei cattolici democratici.

“Da anni – afferma Giorgi – Demos considera la cultura una priorità per la crescita della città e lavora per promuovere il progetto di Arezzo Capitale italiana ed europea della Cultura. Per questo vogliamo segnalare due iniziative che rappresentano autentici esempi di civiltà culturale”.

Il riferimento è alla biblioteca “a cielo aperto” realizzata a Saione dall’associazione Donne Insieme, arricchita da una donazione della Biblioteca Città di Arezzo, e alla nuova libreria per il libero scambio dei libri allestita nel parco tra Maccagnolo e Tortaia, accanto alla panchina rossa.

“Si tratta – prosegue Giorgi – di due esperienze fondate sul libero scambio dei libri e sulla partecipazione dei cittadini. Cultura, cittadinanza attiva e condivisione sono valori che rafforzano il tessuto sociale dei quartieri”.

Demos torna inoltre a chiedere che il grande parco urbano tra Maccagnolo e Tortaia venga intitolato a David Maria Sassoli, già presidente del Parlamento europeo, “grande europeista e amico di Arezzo”.

L’associazione avanza poi una proposta destinata a far discutere: sostituire il Celtic Festival con un Etrusco Festival dedicato alla storia della città.

“Ci chiediamo – dichiara Giorgi – perché non organizzare al Parco Pertini un Etrusco Festival, capace di valorizzare il ruolo di Arezzo come una delle principali città della Dodecapoli etrusca. Il Celtic Festival rappresenta invece un’iniziativa estranea alla storia e all’identità culturale della nostra città”.

Infine, Demos rivolge un appello al mondo culturale aretino. “Ci domandiamo quale sia la posizione degli intellettuali della città e perché su questi temi ci sia tanto silenzio. Continuiamo a confidare nell’associazionismo e nella cittadinanza attiva, mentre crescono esperienze positive come le piccole biblioteche e le librerie di quartiere, esempi concreti di una cultura diffusa e partecipata”.


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