Mancano garanzie sui costi e conseguenze sulla Tari

Un piano economico-finanziario da quasi 100 milioni di euro elaborato per un modello di gestione diverso da quello approvato, dubbi sulle conseguenze per la Tari e per i conti di un Comune ancora in dissesto, interrogativi sull’acquisto delle quote della società EcoLan. Sono le ragioni del voto contrario espresso dal gruppo consiliare di Forza Italia alla delibera sulla gestione dei rifiuti urbani, approvata lunedì 26 ottobre dal Consiglio comunale di Chieti con i voti della maggioranza.
A spiegare le motivazioni della contrarietà sono i consiglieri Mattia Di Paolo, Maurizio Costa, Renata D’Ettorre e Remo Stampone, che hanno formalizzato le proprie osservazioni attraverso una dichiarazione a verbale e di voto, contestando diversi aspetti amministrativi, economici e giuridici del provvedimento.
«Il nostro voto contrario nasce da una questione fondamentale: Chieti è un Comune in dissesto finanziario e, proprio per questo, ogni decisione che impegna l’ente nella gestione dei servizi pubblici deve essere supportata da valutazioni rigorose, numeri certi e garanzie concrete di sostenibilità», dichiarano i quattro consiglieri.
«Non possiamo permetterci scelte che lascino irrisolti interrogativi sui costi e sui possibili effetti sui conti comunali e sulla Tari», aggiungono.
Al centro delle contestazioni c’è il cambiamento del modello gestionale deciso dall’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Legnini. Il nuovo indirizzo prevede infatti l’affidamento a EcoLan dei servizi legati all’impiantistica, al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, mentre raccolta, trasporto e spazzamento saranno affidati attraverso una gara pubblica gestita dall’Agir.
Una soluzione differente rispetto all’ipotesi iniziale, che prevedeva l’affidamento dell’intero ciclo dei rifiuti alla società pubblica. Proprio su questa impostazione, secondo Forza Italia, era stato costruito il piano economico-finanziario decennale da circa 98,6 milioni di euro.
«Abbiamo contestato l’assenza di un quadro economico-finanziario aggiornato e riferito al modello che il Consiglio è stato chiamato ad approvare – sottolineano Di Paolo, Costa, D’Ettorre e Stampone -. Se cambia l’organizzazione del servizio, devono essere rivalutati anche i costi, le condizioni di sostenibilità e le ricadute sulle tariffe».
I consiglieri ritengono quindi insufficienti le valutazioni economiche presentate a sostegno della delibera. «Non è sufficiente richiamare un piano elaborato sulla base di un’impostazione gestionale diversa senza chiarire adeguatamente gli effetti della nuova soluzione», osservano.
Un’altra questione sollevata riguarda i pareri dirigenziali e la regolarità amministrativa e contabile dell’operazione. Secondo il gruppo di opposizione, le riserve contenute nei pareri finirebbero per trasferire sul Consiglio comunale la responsabilità delle scelte. Per questo Forza Italia ritiene che sarebbe stato opportuno acquisire anche un parere giuridico dell’Avvocatura comunale, considerata la complessità della vicenda.
Nel mirino finisce inoltre l’acquisizione dello 0,15% del capitale sociale di EcoLan, corrispondente a 4.785 azioni per un importo complessivo di 15.054,66 euro. L’operazione è motivata dall’esigenza di consentire al Comune di esercitare il controllo analogo congiunto sulla società pubblica.
«Chiediamo che venga dimostrata in maniera puntuale la reale necessità di acquistare quote societarie, soprattutto alla luce della scelta di affidare una parte rilevante del servizio, quella relativa alla raccolta e allo spazzamento, attraverso una procedura di gara», affermano i consiglieri.
«Ogni partecipazione pubblica deve essere giustificata da ragioni concrete e coerenti con il modello organizzativo scelto, nel rispetto della legge e dell’interesse dei cittadini», proseguono.
Le contestazioni arrivano dopo che il sindaco Legnini e l’assessore ai Rifiuti Fabio Stella hanno difeso in aula la scelta di combinare la gestione pubblica degli impianti con il ricorso al mercato per gli altri servizi. L’amministrazione sostiene che la gara consentirà di verificare condizioni economiche competitive, prevedendo come limite massimo di spesa il costo individuato sulla base del progetto.
Una prospettiva che, secondo Forza Italia, non risolve gli interrogativi sulla sostenibilità complessiva dell’operazione e sui suoi effetti futuri.
«Continueremo a vigilare sull’intera vicenda, chiedendo chiarezza e assumendo le nostre responsabilità politiche nell’interesse esclusivo della città», concludono Di Paolo, Costa, D’Ettorre e Stampone. «Chieti ha bisogno di soluzioni solide e sostenibili, non di decisioni che possano lasciare in eredità nuovi problemi finanziari».
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