L’ultimo fortunale ha provocato in provincia danni per oltre un milione di euro
A causa della grandinata di venerdì 28 agosto è andata irrimediabilmente perso fino al 40% delle colture autunno-vernine nella zona della cintura urbana. Particolarmente colpita la fascia est di Salboro, fino a Ponte San Nicolò. Sui Colli, invece, il forte vento ha piegato decine di filari di viti, soprattutto nell’area di Cinto Euganeo. Per quanto riguarda i danni in tutta la provincia, pure alle serre, scoperchiate dalle raffiche, secondo le prime stime ammontano ad almeno un milione di euro.

«Broccoli, radicchi e cavolfiori hanno avuto la peggio – ha sottolineato Cia Padova – nell’hinterland si è abbattuta una tempesta con chicchi grossi come delle palline da golf. Questi hanno creato dei buchi sulle foglie, in molti casi non è stato possibile salvare il salvabile». Prima l’evento estremo. Ora è in arrivo una nuova ondata di caldo anomalo, con picchi fino a 36 gradi fino alla fine della settimana. «Le stagioni non hanno più un ritmo cadenzato – ha osservato il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello – una volta si poteva programmare il lavoro di semestre in semestre. Oggi siamo in balìa dei mutamenti climatici: passiamo dai nubifragi alle ondate di calore, e persistenti, in poche ore».

Peraltro, l’agricoltura padovana viene da un’estate nefasta: la siccità e il calore estremo hanno causato danneggiamenti alle varie colture per almeno 50 milioni di euro. «Nel nostro settore il rischio d’impresa dipende sempre di più dal clima, e non dalle capacità imprenditoriali dei titolari – ha puntualizzato il presidente – dallo scorso 26 agosto, intanto, è stato attivato Agricat, il fondo mutualistico nazionale che interviene in caso di eventi avversi. Sono previsti dei rimborsi qualora i danni registrati alle coltivazioni siano superiori al 20% rispetto alla produzione media storica della singola azienda».
Finanziato con un prelievo del 3% sui pagamenti diretti della Pac, Politica agricola comune, possono beneficiarne le imprese agricole che ricevono regolarmente i pagamenti diretti della stessa Pac (primo pilastro) 2026. A tal riguardo Cia si sta muovendo nelle sedi opportune per assicurare ulteriori risorse. «Sarà un autunno caldo, in tutti i sensi – ha chiarito Bisarello – sullo sfondo gli aumenti del costo dell’energia e delle materie prime agricole». Rimane poi irrisolta la questione dell’equo reddito: fatto 100 il prezzo di un prodotto che si trova sugli scaffali dei supermercati, al singolo imprenditore agricolo resta, se gli va bene, soltanto il 10%. «O il mondo della politica mette davvero al centro il comparto attraverso misure lungimiranti – ha concluso – o da qui ai prossimi mesi decine di imprese agricole padovane potrebbero andare in grossa difficoltà».
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