«Lite per futili motivi legati al figlio. Lui, per la sua religione, non aveva rispetto delle donne»
LORETO – Le parole del compagno della madre di Luigia, la 33enne di Cerignola assassinata dall’ex ieri notte nella sua casa di Loreto, sono degli schiaffi. Ogni frase, ogni concetto, descrive lucidamente una situazione da sempre sull’orlo dell’abisso – un abisso sempre simile ad altri baratri di cui le cronache sono ormai sature – ma tenuta in piedi per amore del figlio, piccolo, della coppia, per farlo sentire parte di una famiglia. Come qualche giorno fa al mare o come la convivenza forzata dell’uomo, con lei, per avere la residenza e non tornare in Tunisia dopo il carcere, di 5 anni, a Piacenza. Una lite nata da futili motivi legati al figlio – secondo quanto riferito dal compagno della madre di Luigia – perché «lui, per la sua religione, non ha rispetto delle donne».




