demolito il chiosco dello spaccio e del bivacco
Un mostro di lamiera arrugginita, plastica ingiallita e vetri mandati in frantumi a colpi di pietra, piantato proprio lì, nel bel mezzo del passeggio quotidiano. C’è voluto il braccio meccanico di una ruspa per liberare via di Torpignattara da un incubo durato trentasei mesi.
Ieri mattina, giovedì 9 luglio, sono scattate le operazioni per lo smantellamento definitivo del vecchio chiosco abbandonato al civico 50, una struttura che un tempo ospitava un fioraio e che, con la fine dell’attività, si era trasformata nella cartolina più nitida del degrado della periferia est.
Per il quartiere è la fine di un’esasperazione collettiva. Da quando la licenza era decaduta, la cabina si era trasformata in una terra di nessuno: una discarica protetta dove gettare sacchetti di calcinacci e immondizia, ma anche un dormitorio di fortuna e un punto di spaccio e bivacco notturno a ridosso dei negozi.
La rivolta dei sessanta negozianti: «Una giornata storica»
La rimozione del manufatto è stata salutata come un successo storico dalla Rete Imprese Torpignattara, il consorzio che mette insieme oltre sessanta negozi e botteghe della via principale, che insieme al Comitato di quartiere e a centinaia di cittadini ha combattuto una guerra di carta a colpi di denunce e segnalazioni ai vigili e al prefetto.
«Finalmente le istituzioni si sono mosse — commentano i commercianti della Rete —. Era da quasi tre anni che quel relitto sfigurava la nostra strada principale, creando situazioni di reale pericolo per i passanti, specie dopo il tramonto. Gli abitanti non ne potevano più, gli esposti erano all’ordine del giorno. Questa è una vittoria della gente del quartiere che non si è arresa all’idea dell’abbandono».
Il piano del Municipio: caccia ai relitti di ferro
Quello di via di Torpignattara non è un blitz isolato, ma si inserisce in una più vasta campagna avviata dal Municipio V per dichiarare guerra ai “chioschi fantasma” che occupano abusivamente o inutilmente il suolo pubblico. Lo scheletro dell’ex fioraio rappresenta il quarto abbattimento di un primo pacchetto di sei rimozioni programmate dalla giunta locale.
Lo stato di avanzamento delle demolizioni nel quadrante
Piazza degli Ontani ➔ Struttura rimossa, marciapiede liberato
Via Prenestina ➔ Struttura rimossa, cantiere chiuso
Largo dei Nelumbi ➔ Struttura rimossa, area bonificata
Via di Torpignattara 50 ➔ Intervento in corso (Smantellamento tetti e pareti)
Via di Tor Cervara 283 ➔ Prossimo cantiere in apertura
Viale della Primavera 125 ➔ In attesa delle ruspe (Iter completato)
Le ruspe non si limiteranno a caricare i pezzi di metallo sui camion dell’Ama. «I nostri operai hanno avviato le prime attività necessarie per lo smaltimento corretto dei materiali e della struttura — spiega l’assessora ai Lavori pubblici del parlamentino di via di Torre Annunziata, Maura Lostia —. Una volta portata via la carcassa di ferro, i tecnici interverranno immediatamente per ripristinare la pavimentazione del marciapiede, sanando la ferita sull’asfalto».
La caccia ai relitti stradali, però, promette di allargarsi. Gli uffici municipali sono già al lavoro per spulciare gli archivi e verificare le licenze inattive o sospese da anni. «Stiamo preparando le determine per colpire altri chioschi ed ex edicole fatiscenti sul nostro territorio — conclude l’assessora Lostia —. Non appena questa prima fase sarà conclusa, capiremo quanti fondi stanziare per far partire la seconda ondata di demolizioni».
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