Lavoratori del Comune di Genova, anche Usb firma ma avverte: “Nessun accordo al ribasso”

Genova. L’Unione Sindacale di Base (USB) Pubblico Impiego della Liguria ha sciolto le riserve e ha deciso di sottoscrivere il Protocollo d’intesa tra il Comune di Genova, le organizzazioni sindacali e la RSU dell’ente. La decisione è giunta al termine di un’ampia e approfondita discussione che ha coinvolto lavoratori iscritti e simpatizzanti della sigla sindacale, chiamati a valutare le implicazioni del percorso che si aprirà nei prossimi mesi.
L’adesione di USB, tuttavia, non si traduce in un assegno in bianco all’Amministrazione comunale. Il sindacato di base, infatti, non nasconde forti perplessità e un marcato scetticismo rispetto agli impegni finora assunti da Palazzo Tursi. Pur riconoscendo alcuni elementi positivi nel documento, USB evidenzia pesanti criticità, definendo le risposte della giunta come “un mero palliativo e non una cura ai mali che attanagliano da tempo i lavoratori e, di riflesso, i cittadini”.
Al centro della contestazione vi sono la ritenuta insufficienza degli impegni sulla modifica del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) – in particolare per quanto riguarda il turn-over del personale – e l’assenza di provvedimenti concreti per frenare il progressivo deterioramento e l’esternalizzazione dei servizi pubblici.
“Parteciperemo ai tavoli tematici dei prossimi 90 giorni con il nostro spirito conflittuale», fanno sapere da USB. «Il nostro obiettivo è dare forza propulsiva alle istanze emerse nell’assemblea dello scorso 15 giugno, vigilando affinché gli impegni presi siano implementati, ma anche denunciandone l’insufficienza”.
Il sindacato contesta inoltre il tentativo del Comune di presentare il Protocollo come una soluzione definitiva capace di azzerare lo stato di agitazione. Per USB si tratta solo di un primo passo: le lavoratrici e i lavoratori saranno costantemente informati sui progressi dei tavoli e avranno l’ultima parola. Al termine del percorso, infatti, sarà un’assemblea unitaria e democratica a valutare i risultati e a decidere se riprendere o meno lo stato di agitazione.




