Addio al professor Angelo Garibaldi, il “Dottor Fiori” che ha salvato il pesto – Torino Oggi
È morto ieri, giovedì 9 luglio, Angelo Garibaldi, professore emerito di Patologia vegetale all’Università di Torino e per decenni punto di riferimento della fitopatologia italiana e internazionale. Coltivato, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, lo ricorda con profondo affetto e gratitudine: Garibaldi è stato tra le voci scientifiche con cui il Festival ha avuto l’onore di collaborare, portando in città il rigore e la passione di una vita intera dedicata allo studio delle malattie delle piante.
Nato nel 1938 a Cipressa, in provincia di Imperia, da una famiglia di floricoltori, ha dedicato la sua intera vita allo studio delle malattie delle piante e all’insegnamento. Preside della Facoltà di Agraria dal 1990 al 1996, Pro-Rettore con il Rettore Rinaldo Bertolino dal 1996 al 2004, Presidente del Centro di Competenza Agroinnova, da lui co-fondato dal 2002 al 2025, Angelo Garibaldi ha messo la sua intera carriera scientifica al servizio degli studenti e degli agricoltori. Ha formato centinaia di laureati, che hanno continuato a restare in contatto con lui con affetto, e lasciato una produzione scientifica che supera le mille pubblicazioni, sempre tenendo insieme ricerca di base e applicazioni concrete: pioniere del trasferimento tecnologico e della divulgazione, ha risolto innumerevoli problemi reali agli agricoltori, ai quali si sentiva profondamente legato anche per le proprie origini. Fino agli ultimi mesi, nonostante la malattia, Garibaldi è rimasto pieno di progetti e di idee, con ancora tante cose che avrebbe voluto realizzare.
In sessant’anni di ricerca era diventato, per amici e colleghi, il “Dottor Fiori”: un cacciatore di spore capace di individuare centinaia di nuovi patogeni delle piante ornamentali, tra i più grandi esperti al mondo in questo campo. È a lui, tra l’altro, che si deve una delle pagine più note della sua attività: gli studi sulle malattie del basilico che hanno permesso di proteggere una delle colture più identitarie del territorio, tanto da valergli l’appellativo di “salvatore del pesto”.

“Ci lascia un uomo di scienza autentico, che ha saputo guardare avanti fino all’ultimo giorno”, ricorda Maria Lodovica Gullino, direttore scientifico di Coltivato, che con Angelo Garibaldi ha condiviso gran parte del proprio percorso accademico e umano. “Aveva ancora tante cose da fare, tanti progetti a cui teneva. Ci mancherà la sua curiosità, la sua gentilezza, e quel rigore che ha insegnato a intere generazioni di ricercatori e agricoltori. Che la terra gli sia lieve, e si ricopra di quei fiori che ha amato, studiato e curato per tutta la vita”.




