le storie di inferno e rinascita della Comunità Incontro

“Sotto pelle, storia di dipendenza e di rinascita”: è il titolo della nuova serie podcast realizzata dalla umbra Comunità Incontro, fondata da Don Gelmini, che opera da decenni ad Amelia nell’area di Molino Silla. Obiettivo: alimentare la cultura della prevenzione utilizzando un linguaggio moderno, adatto a una fascia di popolazione tra i 14 e i 40 anni. Il format è stato presentato in Senato alla presenza della Presidente Stefania Proietti e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche antidroga e alle altre dipendenze, Alfredo Mantovano.
Il progetto editoriale, articolato in sei episodi di circa trenta minuti, affronta attraverso storie vere ed esperienze di recupero le dipendenze da cannabis, alcol, cocaina, eroina e gioco d’azzardo, oltre al tema delle dipendenze in carcere. Il podcast sarà disponibile sulle principali piattaforme audio a partire dal 27 settembre, anniversario dell’apertura, nel 1979, della storica sede della Comunità Incontro a Molino Silla, ad Amelia. Il capo struttura della Comunità Incontro, Giampaolo Nicolasi, ha sottolineato il valore dell’accoglienza e della prevenzione, mentre la coordinatrice Martina Nicolasi ha evidenziato la volontà di superare gli stereotipi e rimettere al centro le persone, le loro storie e la possibilità di ricominciare.
Non solo podcast ma anche l’attivazione della macchina sanitaria umbra per prevenire e arginare le dipendenze. La Presidente Proietti ha analizzato i risultati ottenuti con i progetti EsplorAzioni e MyT che hanno raggiunto nel primo anno 402 ragazzi, di cui 341 nella fascia tra i 14 e i 24 anni. “Un’azione fondamentale, considerando che oltre il 30% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver fatto uso di sostanze, oltre alle emergenti criticità legate al gaming e all’uso problematico di internet. Ringrazio la Comunità Incontro per aver scelto, con il podcast, un canale di comunicazione che parla al presente – ha proseguito Proietti. È una scelta moderna, capace di raggiungere i giovani attraverso un linguaggio vicino alla loro quotidianità e di raccontare esperienze di sofferenza, ma soprattutto di rinascita e speranza”.
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