Fondazione Adisu per i neolaureati

Come evitare la fuga dei cervelli umbri e di quelli che in Umbria si sono formati negli atenei perugini e nei centri di Alta Formazione presenti in città? Un fenomeno in forte espansione soprattutto a causa dei pochi posti di lavoro per specialisti, aspiranti manager e centri di ricerca, e altro ancora. E questo va a creare un vuoto per lo sviluppo regionale e alimenta anche lo spopolamento per via di una natalità ridotta ai minimi. Da qui è arrivata una proposta che si sta facendo largo e sta mettendo allo stesso tavolo tutti i protagonisti che hanno interesse e potenziale per realizzarla: ovvero una Fondazione speciale – lanciata dall’Adisu dall’amministratore unico Giacomo Leonelli – che ha come obiettivo quello di sostenere i laureandi, indirizzandoli verso ambiti richiesti dal mercato regionale, e soprattutto i neolaureati per l’ingresso nel mondo del lavoro e il sostegno anche di eventuali altre specializzazioni tramite master e progetti mirati in azienda.
Il primo incontro sulla Fondazione si è svolto nella Sala di rappresentanza del Collegio Ermini: al confronto hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni e del territorio. Presenti l’assessore regionale Fabio Barcaioli, il direttore regionale Adriano Bei, l’assessore del Comune di Perugia Andrea Stafisso, l’assessora del Comune di Terni Tiziana Laudadio e Andrea Bacelli, presidente del Consiglio comunale di Corciano e consigliere provinciale di Perugia.
“L’idea è costruire insieme un percorso di sostegno rivolto in particolare a quei neolaureati che, esaurito il percorso universitario e delle borse di studio, hanno difficoltà ad assicurarsi percorsi post laurea che li rendano più qualificati e competitivi” – ha spiegato l’Amministratore Unico di ADiSU Umbria, Giacomo Leonelli. “Tutto ciò con una duplice finalità: garantire loro maggiori opportunità e diritti, e fare in modo che talenti e competenze possano rimanere e crescere nel nostro territorio. L’ipotesi su cui abbiamo avviato il confronto è quella di una fondazione di partecipazione, ma non partiamo da un modello precostituito: siamo qui proprio per individuare insieme lo strumento più utile, sostenibile ed efficace. Ringrazio tutti i rappresentanti delle istituzioni, degli atenei e delle realtà del territorio che hanno accolto il nostro invito e dato la propria disponibilità a contribuire a questo percorso e tutti quelli che si uniranno prossimamente”.
Al centro dell’incontro, la possibilità di costruire uno strumento stabile di collaborazione tra istituzioni, università, territorio e sistema produttivo, capace di accompagnare i neolaureati verso l’alta formazione, la ricerca e il lavoro qualificato, rafforzando la continuità delle politiche per il diritto allo studio anche dopo il conseguimento della laurea. L’obiettivo è, allo stesso tempo, creare condizioni che favoriscano la permanenza, l’attrazione e il rientro in Umbria di capitale umano qualificato e rafforzino il rapporto tra università e territorio. L’incontro ha raccolto interesse e disponibilità a proseguire il confronto, segnando l’avvio di un percorso di ascolto e collaborazione che continuerà attraverso l’approfondimento dei contributi emersi e la definizione condivisa dei successivi passaggi.
Al confronto hanno partecipato inoltre i rappresentanti dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Università per Stranieri di Perugia, dei Conservatori di Musica Morlacchi di Perugia e Briccialdi di Terni, di Mediazione Linguistica, di ITS Umbria Academy, della Fondazione Perugia e di Anci. Ampia anche la partecipazione delle associazioni di categoria, con rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Confcooperative Umbria, Confartigianato, Legacoop Umbria, Confapi Umbria, Confesercenti, Cia – Agricoltori Italiani e Confagricoltura Umbria.
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